1A CLASSE - ALVIERO MARTINIRICOLARTL 102.5HOTELPLANMITSUBISHISHISEIDOAITRTOURING CLUB ITALIANOESERCITO ITALIANO
 

Il tempio di Shigisan

Alle 8.00 del mattino il team lascia il campo base di Kyoto per dirigersi verso la zona di Miyama, nota, tra le altre cose, perché annovera tra i suoi tesori un paesino alquanto speciale. Si tratta di Kayabuki No Sato, un villaggio la cui principale caratteristica sono le case dotate di grandi tetti di paglia fortemente spioventi, pensati per proteggere le abitazioni dalle nevi invernali e per tenerle al caldo. Lo stato sovvenziona gli abitanti del posto per aiutarli nella manutenzione delle storiche dimore e, grazie alla cura che gli stessi garantiscono giorno per giorno, il villaggio è stato dichiarato Patrimonio dell’Unesco. L’atmosfera è resa ancora più magica dai primi fiocchi di neve che iniziano ad imbiancare i tetti e gli alberi circostanti.
Dopo un pranzo tradizionale intorno al focolare, le ragazze si dirigono in una palestra piuttosto particolare e più nipponica che mai: è l’ora del sumo! Quest’antica arte, tanto rituale quanto scenografica, è lo sport nazionale del Paese del Sol Levante e gli atleti che la praticano sono quasi venerati dai giapponesi. Questa lotta a corpo libero, il cui fine è quello di atterrare l’avversario o farlo uscire dal dohyo (la zona di combattimento), è preceduto da specifici canti locali, intonati per le ragazze, e da alcune utili spiegazioni circa le regole ed i faticosissimi allenamenti che impegnano i lottatori. Assistere alla sfida è un’esperienza molto entusiasmante, resa tale anche dall’energia che trasmettono gli atleti nonché dal rispetto reciproco che traspare dai loro comportamenti. Per esempio, sia in caso di vittoria che in caso di sconfitta non esistono manifestazioni di giubilo o di stizza, ma solo, rispettivamente, un rimanere sul dohyo o abbandonarlo. Inoltre, gli atleti si rivelano, fuori dal campo di battaglia, sorridenti e più che disponibili per fare qualche foto con il team.
La giornata prosegue con l’arrivo al complesso di templi di Shigisan, un santuario che nasce shintoista ma diventa sostanzialmente buddista, nel quale le Donnavventura devono passare la notte. Arrivano al tramonto, con l’accensione delle lanterne che conducono fino all’edificio centrale, quindi il primo impatto è già decisamente suggestivo. Le ragazze si sistemano in stanze tradizionali, con tatami e futon, il materassino per terra giapponese, pronte a riposare mente e corpo immerse in un ambiente nel quale si respira un’aria mistica. Un’esperienza unica.
Anna Maria

 
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