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VENICE BEACH

Buongiorno Donnavventura! Una bella dormita rigenerante ci voleva proprio, dopo il lungo viaggio di ieri. Ecco che, belle riposate, le ragazze indossano i pantaloncini e il marspuio, pronte per andare alla scoperta della famosa Venice Beach. Dopo una fugace colazione a base di frutta, granola e yogurt, il team decide di passeggiare lungo l’Ocean Front Walk, la passeggiata chiamata anche the Boardwalk, che costeggia per 3 km la spiaggia ed è animata da personaggi di tutti i tipi (artisti stravaganti, pianisti o cantanti improvvisati, venditori di marijuana, giocatori di basket, bodybuilder…). La piccola Venice californiana fu disegnata a tavolino e fondata dal magnate del tabacco Abbot Kinney che ne voleva fare un parco divertimento, creando dei veri e propri canali navigati da gondolieri. Il sogno di Abbot durò pochi anni, dopo dei quali il quartiere venne assorbito dalla città di Los Angeles e fu frequentata da bohèmien, artisti di strada e irregolari di ogni sorta. Oggi è caratterizzata da un certo prestigio, dato soprattutto dalla presenza di gruppi d’intellettuali all’avanguardia, che ne hanno mantenuto in vita l’aspetto eccentrico e misto, in termini di cose e di genti.
Le ragazze passeggiano lungo la via principali e sulla spiaggia, imbattendosi qua e là in personaggi stravaganti o in bagnini dai super fisici, pronti a intervenire nelle loro postazioni Lifeguard. Lungo la Boardwalk, tantissimi sono i venditori di oggettistica homemade o cantautori pronti a vendere il loro disco. Tra questi, le ragazze scoprono un fotografo che da molti anni ormai immortala i tramonti e gli scorci più suggestivi di Venice che racconta volentieri al team la propria storia. Il mood è molto rilassato e la gente è positiva, solare e disponibile. Sulla lunga spiaggia svolazzano tantissime bandiere piantate nella sabbia, di tutte le nazioni, simbolo forse della multietnicità e dalle tante culture che caratterizzano il quartiere, notevolmente misto, in termini di genti e di cose.
Lo skateboard, insieme ai rollerblade, è sicuramente una delle attività più praticate in questa parte della California, per questo lo skatepark di domenica è così affollato: un sacco di ragazzi. Ragazze, ma anche bimbi di 6 o 7 anni, si stanno allenando nella pista, sotto gli occhi divertiti e incoraggianti di turisti e non. Oltre allo skateboard e al basket, il team nota la Muscle Beach, palestra di culturismo all’aperto dove si esibiscono i patiti di bodybuilding. Qui il team ha il piacere di conoscere due grandi frequentatori, Henry e James. La passeggiata è molto frequentata di giorno, dai ragazzi ( che spesso sono dei fenomeni dello skateboard), passando per anziani a spasso in bicicletta, fino a famiglie con bambini sui roller. Anche i graffitari non mancano, i quali, trovano a Venice pane per i loro denti: il quartiere è infatti privo di muri bianchi, tutti sono colorati e disegnati da mani esperte e non. L’attività per eccellenza è, però, il surf. Molti sono infatti gli amanti di questo sport aquatico che di dirigono a Venice per imparare e per praticare giornalmente, attendendo l’onda perfetta.
Il team, riconosciuto a distanza forse per l’abbigliamento uniforme, è fermato da una coppia di ragazze romane, dal look total black, che racconta alla squadra la loro passione per l’America. A proposito di italiane, Ana chiacchiera un po’ con Cristina, una ragazza che lavora nel ristorante italiano di fronte al Cadillac Hotel, il quale ha ospitato per molte sere il team, che racconta la sua decisioni di lasciare l’Italia è vivere in California, proprio a Venice.
Il sole tramonta presto qui, quindi la squadra corre in spiaggia per godersi lo spettacolo e gli ultimi minuti di sole, un sole caldo e rilassante, che scalda le ragazze e le accompagna verso la fine della giornata. Chissà domani cosa riserverà loro il futuro.

Michela

 
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