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I MOTU DI BORA BORA

Buongiorno magnifica Bora Bora! Stamattina dei nuvoloni grigi nascondono la cima dell’ antica montagna Otemanu e preannunciano una brutta giornata. Infatti, non appena le Donnavventura escono dal loro bungalow, una pioggia fine inizia a cadere e le acque limpide e turchesi appaiono sempre più grigie e scure. Ma le ragazze non si lasciano scoraggiare: k-way indosso, cappelli in testa e si parte! Il team sale a bordo di un’imbarcazione e si dirige, infatti, all’esplorazione dei motu circostanti. Avvistata una chiesetta in lontananza, le ragazze cercano di raggiungerla in barca, sperando di arrivare in tempo per la funzione religiosa, essendo oggi domenica. Man mano che il team si avvicina, un canto si ode sempre più forte. La chiesa, chiamata Porotetani, è legata al rito protestante ed è frequentata da molti fedeli locali. Le ragazze siedono alla funzione religiosa, accolte dal canto dei credenti che si eleva caldo, all’unisono e fa sentire le Donnavventura partecipi. La chiesa è popolata da chiunque, dagli anziani ai bambini, la maggior parte dei quali ornati da cappelli di paglia e camice floreali. Un’atmosfera positiva e di festa. Come dice Ana, ci vuole ben altro per far intimorire le ragazze che, anche in giorni grigi e piovosi, si danno da fare, esplorando la zona e scoprendo curiosità e luoghi culturali interessanti. Salutati i bambini e i fedeli, il team lascia la chiesa e prosegue nella navigazione alla ricerca di qualche motu suggestivo. Ecco che una piccola isola attrae le ragazze: si tratta di un isolotto acquistato da un artista francese, a disposizione dei locali e dei turisti, disseminato di suo opere scultoree, legate alla tradizione polinesiana. Qui il gruppo si avventura tra la natura rigogliosa e incontaminata del motu, tra verdi palme e alberi di taro. Più tardi, sempre sull’isola, il capitano della barca Manu ha organizzato, insieme a un artista di nome Ramon, un ottimo spuntino caratterizzato da cibo locale: pesce crudo con latte di cocco, riso, budino di banana, tonno, pollo e molto altro. Le ragazze, affamate, si servono in contenitori realizzati con foglie di palma da cocco e gustano questo buon pranzo tipicamente polinesiano. Terminato, Ramon intona per il gruppo una canzone locale, aiutato dal suo inseparabile hukulele, riscaldando gli animi e il clima. Proprio sull’isola, le Donnavventura hanno il piacere di conoscere Margot, una venticinquenne francese che ha iniziato da poco il suo viaggio intorno al mondo in solitaria, dalla durata ancora non stabilita. Le ragazze si complimentano con lei per il suo coraggio, in quanto non tutte pensano di poter mai intraprendere un viaggio così impegnativo da sole. Ecco che la pioggia bagna nuovamente la splendida isola di Bora Bora e costringe il gruppo a fare ritorno verso il Pearl Beach. Anche questa giornata, seppur senza il sole, è andata ed è stata una scoperta continua. Chissà cosa riserverà il futuro domani alle nostre Donnavventura?

Michela

 
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