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L'ISOLA DI RAIATEA

Anche stamattina il cielo è grigio e plumbeo sopra Raiatea, ma la sveglia suona presto, alle sette precise, per le Donnavventura che non vogliono perdersi niente di questa Polinesia! Dopo una veloce colazione, il team riunisce tutte le attrezzature tecniche e fotografiche per fare il punto della situazione. Il capospedizione Ana, munita di cartina geografica, mostra al resto del team la rotta da intraprendere, ovvero verso nord, in direzione delle isole cosiddette sottovento. Michela, con bollettino meteo alla mano, osserva però che il tempo non promette nulla di buono; poco importa, le Donnaventura non si lasciano abbattere e sperano in uno sprazzo di sole. Come sempre, hanno con sé tutta l’attrezzatura necessaria a documentare questo piccolo pezzo di paradiso, dalle camere scafandrate per le immagini subacquee, fino al drone per quelle aeree. Il team decide di non muoversi, attendendo il bel tempo, e va all’esplorazione dell’Isola di Raiatea. Non solo il mare e i suoi colori turchesi sono un’attrazione per l’isola, ma anche le montagne e la sua natura in generale, rigogliosa e verde, è un must che non può non essere visitato. Le casette sull’isola sono rade e non tutte in muratura, molte in lamiera, ospitano contadini che coltivano la terra e allevano polli o bovini, anche se è il pesce a essere alla base dell’alimentazione polinesiana. Il team, come dice Ana coglie l’occasione per fermarsi, di passaggio, in una scuola elementare precisamente a Opoa. Qui le ragazze sono accolte a braccia aperte dai bimbi che scherzano con loro, incuriositi e stupidi dall’abbigliamento completamente geografato del team. Proseguendo, il team giunge al marae Taputapuatea, il più importante tempo polinesiano della Polinesia, datato XVII secolo e dedicato a ‘Oro, il dio della guerra. Nonostante la sua storia breve, il tempo assunse nel tempo un’importanza spirituale notevole: tutti i marae dell’isola, infatti, dovevano incorporare una pietra del marae Taputapuatea nella costruzione, in segno di fedeltà e devozione spirituale. Oggi sono visibili ancora alcuni resti, ben restaurati, di questo tempio di notevole grandezza e importanza. Prima di lasciare il tempio, le ragazze si fermano sulla spiaggia a salutare i bimbi piccoli della scuola, di età compresa tra i tre e i cinque anni, che intonano per loro delle canzoni tradizionali. Salutate le maestre e i bimbi, il team riparte per fare ritorno al campo-base. Lungo il tragitto, la giovane del gruppo, Paola, si ferma a comprare qualche banana per il pomeriggio, che qui sono fresche e dolci e il team si imbatte in un piccolo mercatino di artigianato locale. Le bancarelle vendono un po’ di tutto, ma l’attenzione delle ragazze è catturata dagli artigiani della paglia, che con grande pazienza la intrecciano e creano cappelli, collane, ventagli, borse e molti altri accessori. Le ghirlande intrecciate, decorazioni da porre sul capo, sono le preferite dalle ragazze che indossano un paio e scattano fotografie con i personaggi locali, incuriositi a loro volta dal team. Salutati tutti, le Donnavventura possono ripartire per dirigersi verso casa, o meglio, il catamarano che le ospita in questi giorni per terminare il lavoro di post-produzione e preparare qualcosa per cena: chi cucina stasera?!

Michela

 
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