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LA LAGON BLEAU

Buongiorno dalla bellissima Polinesia, più precisamente dal suo atollo più grande: Rangiroa, o affettuosamente chiamata, Rangi. Il team di Donnavventura ha fatto ormai campo-base al Kia Ora, un resort moderno, semplice e immerso in una distesa di alte palme da cocco. Oggi, come dice Ana, è un grande giorno perché il gruppo andrà alla scoperta di una delle meraviglie dell’isola: la Lagon Bleau. Le ragazze salgono a bordo della barca e fanno la conoscenza del capitano, un simpatico personaggio chiamato Emeo. Pronti, partenza, via: a tutta birra verso la laguna! Non appena il team si avvicina a destinazione, un paradiso si apre dinnanzi agli occhi delle Donnavventura: un’immensa distesa di blu, o meglio, dalle mille sfumature di blu. Caricati i bagagli sulle spalle e sulla testa, le ragazze lasciano la barca e attraversano a piedi un pezzo di laguna, per raggiungere un mini atollo che diventerà il loro campo-base per la giornata. Incredibile come la spiaggia sia circondata da una notevole quantità di squaletti pinna nera. Emeo prepara subito la griglia per il pranzo: ha, infatti, portato con sé dell’ottimo cibo e si occuperà lui del pranzo per l’intero gruppo. La mattinata del team trascorre scattando bellissime fotografie, nuotando e cantando; Emeo, infatti, ha portato con sé una chitarra che le ragazze cercano di suonare, cantando canzoni di cantautori italiani. Gli squali nuotano nell’acqua molto bassa, tra le gambe delle ragazze, innocui e vivaci; Michela dice di averne contati più di cento…avrà esagerato? Non so, ma sono davvero molti e nuotano in gruppo in questo immenso paradiso. Verso l’ora di pranzo, sempre Emeo, aiutato da un ragazzo di nome Tiaie, prepara la griglia e il pranzo per il gruppo: dell’ottimo pollo, pesce fresco e riso con verdure. Il cibo è veramente squisito e le ragazze lo gustano molto volentieri, accompagnate da un sottofondo piacevole: la voce dei due polinesiani che intonano canti tradizionali. Terminato il pranzo, Emeo e Tiaie, sempre muniti di chitarra e hukulele, suonano e cantano per le ragazze sotto le fronde di un albero. Sono veramente molto intonati e bravi, c’è qualcosa che questi due personaggi non sanno fare?! Quasi quasi sarebbero arruolabili nel team di Donnavventura! Come racconta Ana all’intero gruppo, Rangiroa è leggendaria e per quel che riguarda le immersioni è una delle mete più prestigiose del Pacifico. La sua laguna è tanto vasta da poter contenere al suo interno l’intera isola di Tahiti. L’interminabile distesa di motu da esplorare costituisce un richiamo irresistibile per chiunque, sia per gli amanti dello snorkeling e delle attività subacquee, sia per chi desidera rimanere in superficie. Sicuramente una delle attrazioni principali è, appunto, la Laguna Blu, la classica immagine da cartolina del paradiso polinesiano; qui, una striscia di motu e di barriera corallina ha formato una stupenda piscina naturale, in pratica una laguna nella laguna. I suoi colori sono mozzafiato, quasi surreali, e vanno dal turchese più chiaro, al blu profondo. Nel frattempo, Paola ne approfitta per fare un giro in canoa nella zona più interna della laguna, mentre Michi e Vale, si proteggono dal sole, utilizzando i solari Shiseido, ottimi alleati delle Donnavventura, soprattutto in paesi caldi come la Polinesia francese. Prima di lasciare la laguna blu, il gruppo si riunisce su una sottile lingua di sabbia, abbracciando chitarra e hukulele e intonando una canzone significativa: Over the rainbow, colonna sonora del programma. Più tardi il team fa ritorno verso la barca e si sposta leggermente perché un’altra sorpresa lo attende: squali! Sì, ancora squali, ma questa volta non più docili squaletti pinna nera, bensì grandi lemon shark! Le ragazze, inizialmente un po’ intimorite, si infilano pinne e maschera e si tuffano nell’oceano, nuotando con loro. Ce ne sono veramente tantissimi e il team è circondato da questo animale così temuto. Che emozione! Lungo il tragitto verso casa, il gruppo avvista un motu incredibile, un mini isolotto ricoperto da vegetazione rigogliosa e da una notevole quantità di uccelli in volo. Il motu, come racconta Ana, prende il nome proprio dalla specie di uccello che abita l’isola ed è uno degli unici motu così piccoli, di forma perfettamente circolare, presenti nella laguna. Verso sera, il team fa ritorno al campo-base, il Kia Ora, accompagnato da un caldo tramonto che tinge di sfumature rosate e arancioni il cielo polinesiano.

Michela

 
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