1A CLASSE - ALVIERO MARTINIRICOLARTL 102.5HOTELPLANMITSUBISHISHISEIDOAITRTOURING CLUB ITALIANOESERCITO ITALIANO

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IL TURTLE CENTER

Il cielo è anche oggi grigio e plumbeo sull’incantevole isola di Bora Bora, ma ancora una volta il brutto tempo non spaventa le nostre Donnavventura che, dopo una ricca colazione, ricaricano le loro energie e salgono a bordo dell’imbarcazione di Manu che le conduce a Le Meridien, uno dei grandi alberghi presenti lungo la costa. Come narra Ana, James Cook avvistò Bora Bora nel 1769 durante il suo primo viaggio verso la Polinesia francese e tornò in Europa raccontando di un paradiso in terra: una terra delle meraviglie, un sogno presente nell’immaginario di ognuno di noi. Ciò che ha reso l’isola così famosa sono i numerosi bungalow sull’acqua, con pontili che si protendono come tentacoli nella laguna, anche se il mare offre una svariata gamma di attività da praticare come snorkeling, immersioni, kite o windsurf, arrampicata, trekking…insomma, è quasi impossibile stare fermi. Presso Le Meridien, le ragazze hanno il piacere di fare conoscenza di Safi, una ragazza francese che accompagna il team verso il centro di recupero per tartarughe, situato all’interno della struttura. E’ qui, infatti, che dei ragazzi si prendono cura di tartarughe marine, le Green Seas Turtles, malate, ferite o malformate; un vero e proprio ospedale dove gli animali vengono nutriti, curati e riabilitati, per poterli poi reinserire nel loro habitat naturale, l’Oceano. I ragazzi spiegano che la specie delle tartarughe è in serio pericolo nella zona: non solo alcuni dei locali le cacciano per mangiarle, ma anche reti di pescatori o inquinamento ambientale (come sacchetti di plastica o altri materiali) costituiscono dei gravi problemi per la loro salute e sopravvivenza. Salutati i ragazzi de Le Meridien, il team fa ritorno verso la barca e si dirige verso l’immensa laguna, in un punto particolare, in cui l’acqua è particolarmente turchese, cristallina e il mondo sottomarino ricco e vivo. Qui il team indossa maschere e boccaglio e si prepara a una bella nuotata tra coralli fioriti e pesci colorati. Ormai è ora di pranzo, il gruppo decide di fermarsi in un ristorantino locale e spartano, dove gusta un buon Croque Madame e dei noodels con verdure: un pranzo leggero che permette di essere subito nuovamente operativi. E’ cosi che il gruppo riparte, sempre sotto il comando di Manu, verso l’altra parte di costa. Qui Ana racconta qualche informazione sulla Polinesia, territorio d’oltremare francese, un arcipelago di isole talmente vasto da coprire l’intera Europa. Più tardi il team fa ritorno verso il campo-base il Pearl Beach. Le Donnavventura sono sempre alla ricerca di location particolari e il Pearl Beach è proprio il giusto compromesso tra comfort e artigianalità, tra lusso e tranquillità. La struttura, base per il team per questi tre giorni, guida la squadra nella loro scoperta dell’isola magnifica di Bora Bora e fa parte dei Leading Hotels of the World.
Il gruppo è stato accolto dall’italiana Giulia, trentina, che vive e gestisce il resort da ormai dieci anni. Per le ragazze del team è un piacere essere state accolte con calore e grande entusiasmo dai responsabili e dai membri del Pearl Beach, una delle poche location in cui la cultura polinesiana è ancora percepibile. Non a caso, dopo cena il gruppo assiste a uno spettacolo di danza polinesiana, in cui ragazzi con colorati copricapi e donne con gonne di paglia si muovono e ancheggiano sinuosamente. Valentina e Paola si cimentano in questa antica danza, che parla di mare e di natura, cercando di copiare i movimenti dei ballerini. La giornata volge al termine per il team che, stanco, rientra ognuno nella propria capanna. Domani sarà una giornata lunga e di trasferimento, perché l’ultima tappa di questa Polinesia attende le Donnavventura: Moreea, arriviamo!

Michela

 
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