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KAMAKURA

Grande giorno per il team di Donnavventura che prende possesso della carovana per andare alla scoperta dei dintorni di Tokyo, questa sterminata metropoli che ha inglobato nel tempo anche le città vicine, divenendo un unico, smisurato agglomerato urbano.
L’obbiettivo di oggi è quello di raggiungere la città di Kamakura, nella prefettura di Kanagawa che ancora appartiene a Tokyo e non ci si rende neppure conto di essere passati da una città all’altra, nonostante i chilometri e il susseguirsi di ponti e cartelli pressoché incomprensibili. Kamakura è un’antica città, affacciata alla baia di Sagami, che è stata capitale del Giappone fino al 1333. Fu roccaforte dei samurai e i suoi santuari e templi zen ancora ne punteggiano le colline, anche se il più conosciuto tra i templi è certamente quello di Kotoku-in che accoglie la statua del Daibutsu, detto il Grande Buddha. Si tratta di una rappresentazione di Amida Buddha ed è il secondo Buddha del Giappone per dimensione con i suoi 11 metri di altezza ai quali se ne aggiungono poco più di due se si considera il basamento. E’ in bronzo e secondo i registri del tempo la sua realizzazione risale al 1252; si tratta di un’autentica icona del Paese e come tale meta di viaggiatori e curiosi che si assiepano ai suoi piedi.
La statua del Buddha è stata restaurata varie volte, negli anni ’60 il corpo e il collo vennero rinforzati e vennero adottati accorgimenti tali da permettergli di muoversi sulla propria base in modo da resistere ai frequenti eventi tellurici.
Anche le ragazze del team non si lasciano sfuggire l’occasione di fotografare il Daibutsu che in questa stagione è avvolto dal foliage autunnale con i suoi colori caldi, il giallo del ginkgo biloba e degli aceri ed il mattone degli aceri rossi giapponesi dalle piccole foglie.
Un ultimo sguardo al volto placido del Grande Buddha, che con il suo serafico sorriso illumina il tempio, prima di avviarsi verso Tokyo. La giornata ormai volge al termine, complice la stagione il sole tramonta presto. Sulla via del rientro l’occhio cade su di una boutique a marchio Borsalino, la moda italiana ha sempre fatto gola al popolo giapponese e l’iconico cappello in feltro non poteva sfuggire alla loro brama di made in Italy.
Semaforo rosso e sbarre abbassate per lasciar passare uno dei treni super veloci e super puntuali che sono un orgoglio nazionale ed è ormai buio quando la carovana raggiunge il centrale quartiere di Shiba-kōen di Minato, dove spicca in tutto il suo fulgore la Tokyo Tower.
I dintorni della torre sono addobbati all’occidentale, con renne, alberi di Natale e luminarie, tanto che ad una delle ragazze sfugge il proposito di fare qui il suo shopping natalizio!
La Tokyo Tower fu eretta nel 1958, è una torre per telecomunicazioni ma soprattutto è il simbolo della rinascita del Giappone dopo la guerra. Si ispira alla più famosa tour Eiffel ma la supera in altezza di qualche metro. Il panorama che si gode salendo all’osservatorio è davvero notevole, la città è illuminata e i suoi contorni sono netti e accattivanti, proprio come nell’immaginario occidentale di chi si è innamorato di questa affascinante città attraverso i manga e i cartoni animati che l’hanno vista come sfondo di avveniristiche, robotiche, magiche avventure.

Chiara

 
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