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Gerusalemme

Oggi è un giorno speciale, perché il team di Donnavventura è diretto a Betlemme. Si entra in territorio palestinese e il confine è marcato da un’alta muraglia di cemento grigio.
La prima tappa è la tomba di Rachele, moglie di Giacobbe e luogo venerato dagli ebrei.
Si prosegue oltre, percorrendo i pochi chilometri che conducono al cuore della città, dove si trova la Chiesa della Natività. L’edificio in se non è molto sobrio, lineare, realizzato con una pietra del colore della sabbia.
Vi si accede attraverso la porta dell’Umiltà, una delle tre porte dell’edificio originale, che ha come tratto distintivo il fatto di essere molto bassa. Per entrare si deve chinare il capo, mostrando simbolicamente rispetto e umiltà, da qui il nome con cui è stata ribattezzata la porta. E’ ancora visibile l’arco dell’apertura originale e il motivo del suo ridimensionamento va cercato nel fatto che nei tempi passati, c’era chi entrava in chiesa montando cammelli, asini o cavalli e il ridurre la dimensione dell’ingresso ha costituito una soluzione assai efficace al problema.
La chiesa della Natività sorge sul luogo dove, secondo tradizione, è nato Gesù e in quel punto esatto si trova la sagoma di una stella, al di sotto della quale c’è la nuda roccia e, inginocchiandosi e allungando la mano, la si può toccare. Appena più in là si trova l’angolo con la mangiatoia, dove il bue e l’asinello scaldavano il Bambin Gesù con il loro fiato. E’ un luogo di grande impatto emotivo, a prescindere dal proprio credo religioso, perché al di là del racconto biblico ci si trova in uno snodo cruciale della storia del mondo.
Il pavimento del presbiterio, dove si trova l’altare, è in fase di restauro e ad occuparsi di questo delicato compito è un’impresa italiana. Le ragazze del team chiacchierano con Christian, uno dei responsabili dei lavori, che racconta di quanti interventi siano già stati fatti nella chiesa ad opera loro. La basilica della Natività è stata dichiarata patrimonio Unesco nel 2012, ma le sue condizioni erano critiche, urgeva restaurare innanzitutto il tetto, dopo di che sono stati condotti interventi sui mosaici parietali e su quelli del pavimento della chiesa originaria. La prima edificazione risale al 326, per volere dell’imperatore romano Costantino e della madre Sant’Elena. Si susseguirono varie fasi di ampiamento e restauro già dal VI secolo, ad opera dell’imperatore Giustiniano, nel XII secolo ad opera dei crociati e via discorrendo. Rimane il fatto che la Chiesa della Natività una delle più antiche della Cristianità ed è stata utilizzata ininterrottamente sin dalla sua fondazione.
Lasciati i luoghi sacri, le ragazze gironzolano un po’ per il centro di Betlemme, prima di tornare alla carovana e si fermano a compare dei falafel appena fatti, da un giovane venditore lungo la strada. Anche Betlemme, come Nazareth, non è più il villaggio di biblica memoria, ma si è sviluppata diventando una cittadina popolosa a prevalenza musulmana nonostante sia letteralmente la culla della cristianità.
Rientrando verso Gerusalemme si imbocca una scenografica via secondaria che si snoda tra gli ulivi e che degrada lentamente verso la città.

Chiara

 
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