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Gerusalemme

Siamo a Gerusalemme, la più sacra e contesa della città. Una dimensione complessa da comprendere e per questo, il primo appuntamento della giornata, è con la direttrice dell’ufficio del turismo, che racconta di come Gerusalemme sia una città attraente per diverse tipologie di viaggiatori, non solo per i pellegrini in visita ai luoghi santi, ma anche per i giovani, che troveranno una realtà dinamica e accogliente, dove vivere circondati dalla storia, ma anche divertirsi.
Il team raggiunge a piedi la cittadella, cinta da alte e possenti mura di cinta. Si accede attraverso la porta di Jaffa, una delle sette dislocate lungo il perimetro. La porta fu fatta realizzare per volere di Solimano Il Magnifico nel 1538; mentre l’ampio passaggio laterale altro non è che la breccia aperta nel 1898, per permettere al kaiser Guglielmo II di Germania di entrare in città in carrozza.
Appena alla desta della porta di Jaffa, si trova l’ingresso alla Torre di Davide, conosciuta anche come cittadella di Davide, che racchiude i resti delle fortificazioni volute proprio dal re biblico.
Si tratta di un complesso monumentale molto importante, con reperti risalenti a 3000 anni fa. È possibile passeggiare sulle mura e vedere dall’alto sia i ruderi, sia godere di una vista più ampia della città, vecchia e nuova. La torre vera e propria è stata distrutta e ricostruita più volte. Gerusalemme del resto è una città dalla storia millenaria, contesa fra le tre principali religioni monoteiste, luogo di tensioni ma anche di grande fede e suggestione. Il team si inoltra fra le strette vie del nucleo storico, dove si susseguono negozietti di cianfrusaglie e spezie, sino ad arrivare di fronte alla chieda del Santo Sepolcro, uno dei luoghi più sacri, se non il più sacro della cristianità.
Fu edificata intorno al luogo in cui si crede sia stato crocefisso Gesù, seppellito e poi resuscitato. La prima basilica venne eretta dall’imperatore romano Costantino, tra il 326 e il 335, su suggerimento della madre, Sant’Elena.
La chiesa è inglobata nel tessuto cittadino, se non fosse per il gran numero di pellegrini assiepati sul sagrato, passerebbe quasi del tutto inosservata. Nel corso dei secoli ha subito notevoli mutamenti architettonici, causati dalla sua travagliata storia fatta di distruzioni, ricostruzioni, ampliamenti, incendi sino ad arrivare alla forma attuale.
Racchiude al suo interno molti luoghi di venerazione: il Santo Sepolcro ovvero la roccia dove si crede sia stato adagiato il corpo di Cristo; la Pietra dell’Unzione, dove il corpo di Gesù venne unto e avvolto nel sudario e il Golgota, ovvero lo sperone di roccia venerato come il luogo della crocefissione, visibile attraverso il vetro dell’altare greco-ortodosso.
Il numero di pellegrini che affollano questo luogo e le vie circostanti è impressionante e nella chiesa si fatica a percepire la vera sacralità del luogo proprio a causa della folla.
Il Santo Sepolcro si trova nel quartiere cristiano che è sempre stato uno dei più tranquilli di Gerusalemme, ora però le vie che vi conducono sono un susseguirsi chiassoso di negozietti, che di cristiano hanno ben poco, anzi, sembra di stare in un suq per il continuo vociare dei negozianti e certo non c’è quell’atmosfera di raccoglimento che dovrebbe preparare alla visita di un luogo di tale sacralità, a prescindere dalla propria confessione religiosa.
Non lontano dal Santo Sepolcro si trova invece il luogo più sacro per gli ebrei, il Muro del Pianto o Muro Occidentale come preferiscono chiamarlo loro. Faceva parte del Tempio di Salomone, distrutto dall’imperatore Tito nel 70 d.C e primo segnale di inizio della diaspora. E’ per questo motivo che divenne il luogo dove gli ebrei andavano a piangere sulla loro triste sorte.
Proprio come se fosse una grande sinagoga all’aperto i fedeli si radunano attorno al Muro per recitare i riti giornalieri. Qui si celebrano anche funzioni particolari, come la maturità religiosa di ragazzi e ragazze. Alcuni ebrei, i più ortodossi, visitano il muro tutti i giorni per recitare l’intero libro dei Salmi.
Altra caratteristica è quella di infilare fra le fessure del muro rotolini di carta con scritto delle preghiere perché si crede che le richieste fatte a Dio davanti al Muro siano particolarmente ascoltate.
Le ragazze lasciano il nucleo storico della città, per raggiungere l'ultimo moderno mercato cittadino di Mahane Yehuda, e anche qui si cammina a fatica nelle strade gremite di persone.

Chiara

 
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