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IL MERCATO DEL PESCE DI TOKYO

La città di Tokyo non smette di affascinare, soprattutto in virtù dei suoi grandi contrasti che la portano ad essere da sempre proiettata verso il futuro, quasi verso la fantascienza ma a conservare gelosamente gli aspetti più tradizionali e autentici della propria cultura, come nel caso del teatro kabuki. Nel quartiere di Ginza, dove il team ha il proprio campo base, si trova il più importante teatro kabuki della città. La sua architettura tradizionale giapponese lo rende immediatamente individuabile tra i moderni palazzi. L’edificio odierno è stato inaugurato nel 2013 e realizzato secondo criteri antisismici e gli accorgimenti tecnici più attuali, l’estetica invece è rimasta fedele a quella dell’originale risalente al 1889.
L’obbiettivo della mattina è il famoso mercato del pesce di Tokyo che
appare subito immenso, del resto è proporzionato alle dimensioni della città e deve soprattutto soddisfare le richieste dei suoi milioni di abitanti. E’ il più grande al mondo e da qui transitano quotidianamente circa 18 tonnellate di pescato con infinite varietà di pesce, ma nel curiosare in giro bisogna stare attenti ai muletti che sfrecciano all’impazzata, l’attività è davvero frenetica e chi sta lavorando non gradisce troppo essere intralciato dai non addetti ai lavori. Le vie adiacenti sono un susseguirsi di chioschi e piccoli ristoranti dove si mangia pesce a tutte le ore sin dalla prima mattina e anche le Donnavventura decidono di adeguarsi alle abitudini locali e di fare colazione con qualche pezzetto di sushi… decisamente un’ottima idea anche se l’ora è un po’ strana per gustare pesce crudo e salsa di soia. Ma non solo di pesce crudo si tratta! Basta cambiare chiosco per trovare altre specialità, spiedini di pesce avvolti nella pancetta oppure capesante grigliate e flambate anche queste da assaggiare. Del resto adeguarsi agli usi locali e assaggiare le specialità del posto fa parte delle regole per un turismo rispettabile che ha sempre al centro la persona e il rapporto di scambio e conoscenza con gli abitanti del luogo, anche attraverso qualcosa di apparentemente semplice come il cibo.
Passeggiando tra queste viuzze viene voglia di assaggiare e comprare tutto, dalle specialità di pesce, alle alghe per avvolgerlo o per arricchire una minestra, dai piccoli oggetti di artigianato, colorati e accattivanti richiami per turisti, alle mille e mille bacchette, sempre per stare in tema culinario. E’ una zona molto vivace, frequentata dalle persone del posto ma che per la sua particolarità ha sempre più incuriosito gli stranieri in visita nella capitale e qui e la si incrocia qualche occidentale armato di macchina fotografica.
Lasciato il mercato la carovana fa ritorno al quartiere di Asakusa, il cuore della città vecchia, meta turistica e di svago per eccellenza dove le eleganti signore in kimono vengono fotografate dagli stessi giapponesi o dalle scolaresche in gita. In questa zona ci sono circa 200 risciò ed è quasi un must fare un giro con questo mezzo che sa di oriente, per rivivere un po’ le atmosfere dell’antica Edo, nome originario della città di Tokyo. Il risciò scivola facilmente tra le vie nei dintorni del tempio e la ragazza che lo conduce sembra non fare nessuna fatica, dice che è tutta questione di bilanciamento, sorride e chiacchiera come se nulla fosse.
Da un quartiere antico all’altro, la carovana raggiunge il palazzo imperiale che si trova a Chiyoda. Il palazzo è di recente costruzione, è stato terminato nel 1968 dopo che l’edificio precedente venne distrutto dai bombardamenti americani ed è qui che vive l’imperatore del Giappone. Della struttura originaria di Edo-yo rimangono solamente le mura fortificate e il fossato. Tutt’attorno un grande giardino fa da cornice al palazzo, separandolo nettamente dai vicini grattacieli. Al calare della sera si accendono le luci e le decorazioni cittadine in vista del Natale.
Un ultimo sguardo al teatro kabuki dove si è assiepato un gran numero di persone pronte ad assistere alla rappresentazione e poi il team fa ritorno in hotel.

Chiara

 
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