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30/10/2018 - LE BRITISH VIRGIN ISLANDS

Quando prima di partire avevo sentito Catamarano ne ero entusiasta, ed eccomi qui, sul Star Eyes, che mi sta facendo fare il giro delle British Virgin Island.
Non è la mia prima volta che vivo in barca, ma su un catamarano non ero mai stata e, viverlo come Donnavventura ha tutto un altro sapore, e finchè non lo si prova non lo si può ne immaginare ne capire!
Il romantico nome di questa imbarcazione non si addice al nostro skipper, Jimmy, un omone di sessantanni di Tortola, superagile come un vero lupo di mare! E’ un personaggio un po’ burbero e dispotico, che sorride davvero a malapena e l’ unica cosa che mi rincuora è la sua esperienza nel suo lavoro, conoscendo per filo e per segno ogni destinazione dove ci porta.
Avevo paura di soffrire un po’ il mare, ma fortunatamente sono riuscita ad adattarmi a questo stile di vita.
Ho imparato parole tecniche come prua e poppa ( davanti e dietro del catamarano), i parabordi che servono quando si attracca nelle marine, le cime ( io le chiamavo corde) che servono per fare una miriade di nodi per agganciare la barca… diciamo che la vita in barca è tutt’ altro che semplice! Dopo aver appreso le minime cose basilari da marinaretta, ci sono un sacco di compiti/ regole da rispettare quando si è in un team in un ambiente ristretto come il catamarano. Io, essendo la cambusiera in questa spedizione, sono l’addetta alla preparazione della colazione e diciamo delle faccende culinarie, e insieme alle mie compagne ci occupiamo di tener pulito l’ ambiente in cui viviamo, stando attente anche al consumo di acqua ovviamente! Diciamo che è gratificante poter arrivare in calette e baie che solo in barca puoi raggiungere, ma è dura, davvero dura. So bene che a raccontarlo poche persone mi crederanno, ma solo chi l’ha provato davvero può capire, soprattutto in un contesto come Donnavventura!

Mi sembra di essere partita un mese fa, e invece era solo il 16 ottobre
(oggi siamo al 30 ottobre), ma le giornate in spedizione sembrano infinite, a volte più intese, a volte meno, ma piene di emozioni che non si riescono a definire perché io passo dalla frustrazione all’ entusiasmo, dalla gioia alla malinconia, dalla voglia di vivere alla voglia a sentirmi inutile… davvero è un mix di stati d’ animo che si manifestano solo in un contesto simile a questo!
Il giorno che siamo partite dall’aeroporto di Santo Domingo per Tortola abbiamo preso un volo charter, ma quando ho visto l’aereo mi son detta: “ non è vero…non è quello l’ aereo!”. E’ invece sì, un aereo con solo trenta posti a sedere, senza assegnazione sul biglietto con sedili in pelle indecenti e con le guarnizioni dell’ interno molto consumate, quasi rotte! Insomma un pullman con le ali!!!
La partenza con il catamarano è stata una novità per me, ho condiviso la cabina con Gloria (parla nel sonno!), ma in un ambiente cosi ristretto come questo ho legato davvero molto con tutte. Davvero è indescrivibile il legame che si crea con la squadra, nonostante i caratteri molto diversi, l’unione che viene a formarsi è quasi difficile da credere.
Ricordo ancora il giorno ad Anegada; a bordo del pick up che avevamo per far le escursioni sull’isola, la pioggia tropicale che abbiamo preso, che quasi sembravano chiodi sui nostri visi nonostante il cappello, e le risate nel vederci in quel momento e alzare ogni tanto tutte insieme gli occhi e vedere davanti a noi quell’arcobaleno ad arco che si era formato all’orizzonte.
E poi la notte, la notte è il momento che in questi giorni aspettavo con più ansia. Quando finisco la giornata di lavoro, quando finalmente spengo il pc e mi ritrovo con queste giovani ragazze che sono in questo momento della mia vita, che sono le mie persone in questi miei attimi di vita.
Sdraiarmi sul tetto, guardare il cielo stellato e farmi cullare dal mare era una sensazione per me ancora nuova, ti da un senso di pace che non avevo mai provato e in questo contesto è l’ unico attimo in cui io non pensavo più a niente.
Ricordo ancora la nostra passeggiata in mezzo ai massi di The Baths a Virgin Gorda, toccare queste rocce enormi di granito, entrare in queste grotte naturali dove l’ acqua del mare veniva racchiusa per arrivare poi dopo questa camminata cosi scenografica alla spiaggia di Devil’s Bay. L’acqua, li’, è limpida e calda e la sabbia soffice. Farsi il bagno lì è stato davvero un sogno, perché quello che vedevo intorno a me sembrava davvero una cartolina.
Ricordo tutte le marine dove siamo attraccate, dove non c’era praticamente mai anima viva, e quindi la vita in questi lunghi giorni mi ha fatto sentire ostaggio di questa imbarcazione, ma probabilmente è solo il contesto in cui mi trovavo.
Ricordo l’emozione di vedere uno scivolo in una piscina a Scrub Island e la voglia di provarlo solo per sentirci un po’ vive, ricordo il tuffo dalla piattaforma gonfiabile in acque molto torbide per essere ai Caraibi.
Ricordo il barracuda che abbiamo visto in questi mari e il nostro tentativo di buttargli il pollo per vederlo emergere con i suoi denti aguzzi, la miriade di squali che erano sotto il nostro catamarano quando eravamo attraccate, insomma in tanto stress, queste erano le mie gioie!
Ricordo le risate isteriche, ricordo i momenti dove si parlava anche del nulla solo per far passare il tempo, ricordo le confidenze e il raccontarci a vicenda, ricordo gli sguardi delle mie compagne, ricordo tutti i moschito che in questi giorni ci hanno distrutto le gambe di cui portiamo tutte i segni ( sembriamo delle lebbrose contagiose ahahahahha ), ricordo però anche la frustrazione, la noia di queste giornate infinite, ricordo anche le lacrime di alcune mie compagne… che devo dire, per capire bisogna provarlo in prima persona.
So già che quando finirà questa spedizione, guardando le puntate mi emozionerò ripercorrendo nella mia mente i momenti, ma il lavoro che c’è qui, le sensazioni, le emozioni e gli stati d’ animi che qui si creano sono una cosa incomprensibile se non la si vive sulla propria pelle.
Io sono grata a Donnavventura per le persone che mi fa incontrare, per le compagne di viaggio che mi regala e non ci sono posti al mondo che ti possono regalare quello che una persona può regalarti.

Sijia Christina


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