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08/12/2018 - NAGOYA E IL GIAPPONE CENTRALE

Nagoya è una delle più popolose ed importanti città del Giappone e si trova nella centrale regione di Chūbu, in una delle più floride aree economiche e industriali del Paese.
La città si è sviluppata nel corso del XVI secolo e oggi, ricca del suo passato e delle sue vestigia, è il simbolo del dinamismo economico del Paese, grazie anche ai suoi due aeroporti, tra cui il nuovo Chubu Centrair International Airport.
La sua posizione centrale, ne fa il punto di partenza ideale per andare a scoprire una porzione di Giappone affascinante e ricca di storia, ancora poco conosciuta, che è stata denominata Shoryudo, ovvero: La via del drago Celeste, una rotta che attraversa le prefetture di Aichi, Gifu, Toyama e Ishikawa, da sud a nord attraverso la regione di Chubu, disegnando idealmente la sagoma di un dragone.
E’ qui che si possono assaporare le atmosfere cariche di fascino di un Giappone d’altri tempi visitando, per esempio, i tranquilli villaggi di Shirakawa-go e Gokayama, adagiati nel cuore delle montagne e celebri per le loro case tradizionali realizzate in stile gassho-tsukuri, costruite in legno e con tetto di paglia spiovente triangolare, simile nella forma a delle mani congiunte (gassho), necessario per far fronte al peso della neve.
E’ nella prefettura di Gifu che viene allevata una razza bovina giapponese dal manto nero, dalla quale di ottiene la pregiata Hida-gyu, una carne certificata che per fregiarsi dell’appellativo di, deve rispondere a caratteristiche ben precise, relative per esempio al grado di compattezza, lucentezza, profumo e consistenza, ma soprattutto deve avere un alto grado di marezzatura, elemento che la rende particolarmente morbida e succulenta. La quantità di marezzatura, elemento determinante la qualità della carne, dipende da fattori genetici e da tecniche di allevamento.
Anche il mare regala prelibatezze che da secoli sono il bottino prezioso di instancabili pescatrici, le donne Ama, che ancora oggi si immergono in apnea alla ricerca di aragoste, ostriche, ricci di mare, polipi e abaloni.
La parola “ama” significa letteralmente “donna del mare” e secondo la tradizione giapponese, questa figura esiste da circa duemila anni.
Il lavoro che svolgono è davvero difficoltoso e, fino a pochi decenni fa, le ragazze cominciavano a fare pratica intorno agli 11-12 anni, per apprendere le tradizionali tecniche di immersioni dalle pescatrici più esperte, che continuano ancora oggi ad immergersi anche una volta raggiunta la ragguardevole età di 80 anni; rimangono più vicine alla costa, come fanno le più giovani, mentre le pescatrici capaci si spingono al largo con la barca e raggiungono in immersione i 25-30 metri.
Il Giappone centrale è una regione tanto ricca sia da un punto di vista storico-culturale che naturalistico, i suoi splendidi paesaggi infatti cambiano di stagione in stagione, la terra regala prelibatezze, il mare incanta chi lo osserva e le rilassanti sorgenti termali alleggeriscono la fatica dalla vita quotidiana.

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