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22/07/2017 - La settimana di addestramento

Il primo giorno di addestramento è iniziato alle 8.00 con una bella colazione abbondante tutti insieme.
Seguita da una lezione di guida in sicurezza con Riccardo, driver della Mitsubishi, il quale ci ha spiegato come guidare in modo sicuro per noi stesse, per chi trasportiamo e per salvaguardare macchine e attrezzature.
Poiché nel viaggio ci sono spesso strade sterrate non facilmente percorribili e di conseguenza bisogna anche sapere le differenze base tra i vari motori, cambi, trazioni e altre cose che sinceramente fino a quel momento sapevo in modo più superficiale .
Dopo la teoria era il momento della pratica !
Così Riccardo ci ha testate una alla volta per vedere come gestivamo l’auto in quelle situazioni tra dossi, salite e condizioni particolari di guida.
Ma neanche il tempo di scendere dal sedile che ero già in sella!
È stato il momento più bello della giornata perché era da tanto che non andavo a cavallo e dopo il giro in gruppo al passo, con Chantal e Ana ho fatto delle riprese al trotto e galoppo.
Dopo pranzo abbiamo ripreso le macchine e in carovana siamo tornate al campo base del weekend, per fare le foto con i costumi e vestiti di Alviero Martini Prima Classe, tra le tende Ferrino.
È stato un momento importante per entrare di più nelle dinamiche di gruppo, in quanto abbiamo organizzato tutti insieme la location alternandoci tra chi fotografava, chi teneva i riflessi, chi si faceva fotografare…
Dopo un pomeriggio all’insegna del set, siamo tornate in albergo per una bella cena ristoratrice, prima di tornare al lavoro dove Valentina e Ana hanno iniziato a spiegarci come lavorare con i file della reflex e telecamere e i diari giornalieri.

Martedì è stata la giornata in cui abbiamo simulato finalmente una spedizione e inutile dire quanto ero eccitata per questa cosa.
La meta era il Piccolo San Bernardo, così dopo la colazione, la carovana con noi aspiranti Donnavventura è partita verso la Francia.
Una volta arrivate abbiamo stemperato la tensione accumulata dal dover guidare la le auto facendo due passi, finché una guida del posto ci ha parlato del calendario celtico e poi ci ha portati a pranzare da François, che ci ha deliziato con i piatti tipici: polenta, capriolo, sfornato di patate e panna e altri piatti buonissimi .
Il cuoco mentre portavano a tavola le portate, ha gentilmente spiegato tutti gli ingredienti e cotture, così che è subito partita un’altra prova per il gruppo: raccontare i piatti appena mangiati.
Questa prova l’ho fatta anche io e dopo due prove per un termine che non riuscivo a ricordarmi ce l’ho fatta.
Sicuramente ci ha giocato dentro l’emozione, ma in ogni modo non ero soddisfattissima di quello fatto.
Con la pancia piena ci siamo rimesse alla guida per tornare verso La Thuile.
Durante il tragitto abbiamo fatto anche delle riprese tra alcuni sentieri sterrati, dove mi sono divertita molto a guidare il pick-up perché dovevo stare attenta a tenere bene il volante mentre si alzava un gran polverone.
Tra un sentiero e l’altro siamo arrivate a Lo Riondet, dove ci hanno accolto con una delle torte al cioccolato più buone che abbia mai mangiato e del succo fresco di mirtilli.
Ma la giornata in stile Donnavventura era solo a metà!
Infatti lasciate le macchine abbiamo preso le mountain-bike per fare altre foto nel bike-park attrezzato vicino al nostro albergo.
Dopo un attimo di titubanza perché i percorsi erano molto scoscesi, ci ho preso la mano e ho iniziato a divertirmi come una bambina su e giù per le attrezzature e slalom.
Rientrate, dopo la cena e i canonici lavori di gruppo, siamo risalite in camera per fare la valigia perché il giorno dopo saremmo andate in caserma.
Parlando con la mia compagna di stanza la cosa ci incuriosiva molto perché non avevamo mia fatto vita da caserma e soprattutto non sapevamo cosa ci aspettava lì da fare .
Il giorno dopo, la colazione ha assunto una piega diversa dal solito perché sono state eliminate tre ragazze.
È stato un momento ovviamente non piacevole, ma Maurizio ci aveva avvertito della cosa, quindi dopo i saluti ci siamo rimboccate le mani e messe all’ opera.
Subito ci siamo incamminati nel centro del paese per visitarlo e fare due passi, approfittando degli scenari incantevoli dei fiori nei balconi molto colorati e il verde delle montagne attorno per fare delle brevi interviste, sempre per cercare di familiarizzare con la telecamere.
Infatti la telecamera personalmente non mi creava problemi nello sviluppare il pensiero ma mi faceva parlare molto veloce quasi da mangiarmi le parole.
Quindi da quel momento in tutti i video fatti, cercavo di concentrarmi su questa cosa importantissima se si vuole parlare in video.
Il briefing del giorno fatto da Maurizio riguardava l’utilizzo delle telecamere e di come fare una bella inquadratura così da non sprecare scatti durante le spedizioni.
Mentre spiegava queste cose ero concentratissima perché le informazioni che ci dava mi interessavamo moltissimo visto la passione per la fotografia, tanto che iniziavo già a immaginare i posti magnifici e ancora mai visti che avrei potuto fotografare.
Nel pomeriggio era giunto il momento della caserma!
Infatti con la carovana ci siamo diretti in caserma dove ci hanno dato il cubo, per poterci fare il letto e le varie indicazioni sulle norme da rispettare.
Una volta sistemato le camere e fatto le riprese in loco siamo andati a cenare presto, come richiede la caserma.
Non ero mai entrata in caserma e di conseguenza ero molto curiosa di vedere come erano le stanze, gli spazi comuni e la mensa, dove tra l’altro abbiamo mangiato bene.
La sera è finita con un breve giro per bere una grolla e stemperare un po’ la giornata su un divano comodo tutti insieme tra due chiacchiere, prima di tornare al nostro consueto “lavoro” di fine giornata.

La sveglia se dormi nelle strutture dell’esercito suona presto!
Così dopo l‘alza-bandiera e una nutriente colazione per affrontare le prove fisiche del giorno siamo andati a preparare i bagagli e attrezzature.
L’esercito e i suoi preparatori atletici hanno allestito un percorso di addestramento per mettere alla prova la nostra forza e resistenza fisica.
Siamo partiti da un riscaldamento molto lungo, per poi passare alle varie prove di forza in cui dovevi portare dei pesi lungo vari percorsi e ostacoli diversi.
Poi è arrivato il momento che preferivo, quello in cui dovevi sparare a dei bersagli elettronici. Ho fatto 5 punti su 5 colpi.
Le ultime invece sono state quelle riguardanti l’equilibrio e dei percorsi simili a quelli militari.
La mattinata inutile dirlo è stata molto impegnativa dal punto di vista fisico.
E siccome il languorino si faceva sentire, siamo andati a pranzare prima di caricare le macchine con bagagli e attrezzature e a dare l’ultima occhiata alla caserma, dove siamo state trattate con tanta gentilezza e cordialità.
Tornati in albergo, ci siamo messi il costume e diretti verso il fiume per fare le riprese in canoa e in rafting.
Il rafting lo avevo già fatto anni fa, quindi è stata una bella emozione riprovarlo soprattutto perché eravamo in due gommoni attrezzati di go pro, mentre i fotografi con Maurizio erano posizionati lungo le rive a riprenderci.
Il percorso è stato breve perché è arrivato il brutto tempo e si è alzato il vento, quindi cominciando ad esser un po’ pericoloso le guide hanno deciso che era meglio evitare di proseguire.
Anche se sinceramente quando ha iniziato a piovere è stato il momento che ho preferito sia per i colori più intensi della montagna che per la sensazione dell’acqua gelida che ci colpiva sia dal fiume che dal cielo.
Finito tutto, abbiamo fatto ripartire la carovana e diretti verso l’albergo, per una bella doccia calda e lavorare prima della cena.
Dopo la passeggiata post cena, sono rimasta molto a scrivere questo reportage ritardando la doccia e tutto il resto, ma finché non finisco le cose di lavoro non riesco ad andare a letto tranquilla.

È arrivato anche il venerdì!
Sono passati pochi giorni dall’inizio dell’addestramento eppure sembrano passate settimane per l’intensità di quello vissuto dal punto di vista emotivo e per la quantità delle cose fatte.
Anche durante l’ultimo giorno abbiamo mantenuto le stesse abitudini mattutine, facendo una bella colazione tutti insieme e poi andando nell’ aula delle attrezzature a noi dedicata.
Subito abbiamo iniziato a pieno regime le attività, tra chi si dedicava allo smistamento delle foto e chi iniziava altre esercitazioni di prove video, intanto che Maurizio ci dava dell’informazioni utili riguardanti i documenti e le date importanti per il viaggio.
La prima ragazza ad affrontare la prova camera sono stata io… anzi posso dire fortunatamente sono stata io, perché conoscendomi avrei fatto mentalmente mille prove fino al mio turno.
Davanti alla telecamera ho parlato dell’altro casting fatto con loro, quello di Donnavventura Experience per le Maldive, sfumato per un soffio per motivi tecnici, e della mia voglia di voler comunque partecipare al programma andando all’evento del La Thuile insieme alle atre 100 finaliste.
Concludendo ho raccontato le emozioni vissute durante i giorni al campo e le sensazioni provate parlando al telefono con le persone care, mentre raccontavo quello che stavo vivendo.

La giornata è proseguita sempre all’insegna della preparazione di tutto il necessario per far conoscere le nuove Donnavventura sui social, sia ora, che una volta in onda le puntate.
Maurizio ci ha anche consegnato dei bellissimi occhiali di Oxo, realizzati appositamente per noi con i quali abbiamo fatto alcuni scatti in mezzo al verde approfittando così di salutare per l’ultima volta questa vallata per noi speciale.

Il pomeriggio lo abbiamo passato tra organizzare il rientro di domani… il finire i lavori al pc… il pieno alle macchine… le ultime foto da scattare… e riguardare vecchi reportage delle veterane per capire come bisogna inquadrare nelle diverse situazioni, dal safari alle riprese aeree.

Si poteva concludere meglio questa fantastica settimana se non con una gustosa cena tutti insieme con Sandro ?

Dopo questo momento di chiacchiere, abbiamo finito gli ultimi lavori e già si cominciava a percepire una strana sensazione nell’aria, perché ormai la tensione se ne era andata e in questa sorta di realtà parallela il gruppo si era finalmente formato.

Mentre facevo queste considerazioni, mi rendevo sempre più conto che quest’avventura era al termine e se da una parte ero contenta di tornare nella “mia realtà”, perché non vedevo l’ora di raccontare tutto quello fatto in questi impegnativi e bellissimi giorni, dall’altra avevo un po’ di amaro in bocca a lasciare tutto questo.

Una cosa certa è che comunque vada quest’esperienza, tutto quello che abbiamo fatto in questi giorni mi rimarrà sempre nel cuore come un ricordo bellissimo e posso affermare che il bagaglio di vita che ti regala Donnavventura non è solo dato dal lungo viaggio, ma parte già dall’ addestramento.

E ora il mio pensiero costante sarà: “ Verrò presa per questa meravigliosa avventura? Sarò la prossima Donnavventura? “
Io continuo a incrociare le dita e a dare il massimo fino all’ultimo, perché lo desidero con tutte le mie forze.

Arianna Ceravone


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