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Reportage del 02/09/2011 - MADAGASCAR - IL SUD

MADAGASCAR: ALLA SCOPERTA DEL GRANDE SUD

Sembrano ormai già lontani i tempi del raffinato Café de la Gare di Tana, quando ci ritrovavamo davanti al camino, per una cena o per un semplice tè, godendoci lussi che qua possono concedersi solo in pochissimi.
Si potrebbe dire infatti che la vera spedizione sia cominciata solo lunedì, quando da Tana siamo partiti alla volta del sud ed il paesaggio, le strade, le persone sono iniziate piano piano a cambiare sotto i nostri occhi.
Il motto del Madagascar è “Mora mora” che significa “piano piano”, ma che mal si addice allo spirito di donnavventura, considerando che in soli cinque giorni abbiamo superato i 1000 chilometri, di cui due terzi su piste. Ogni giorno si viaggia per molte ore e durante queste lunghe trasferte talvolta si trova anche un minuto per pensare, con un po’ di nostalgia, a casa, a coloro abbiamo lasciato ad aspettarci.
La terra qua è rossa e non si toglie dai nostri pick up, dai nostri vestiti, ma probabilmente non si toglierà mai neanche dai nostri cuori e accompagnerà il mio ricordo di questa spedizione e di questa fantastica squadra.
Ogni giorno ci emozioniamo di fronte alla natura che cambia, alle case costruite con legno e foglie di palma intrecciate, a qualche bambino che viene a chiederci caramelle.
Qui si vive e si lavora per la strada. Dai mercatini, alle persone che puliscono la manioca, dalle donne che passano trasportando grandi ceste sulla testa ai bambini che giocano un po’ con tutto quello che trovano. Anche il riso, ancora con la buccia, viene lasciato a seccare sull’asfalto, formando grandi chiazze gialle da schivare quando si guida.
Ed ogni volta che ci si avvicina a qualcuno, anche nel villaggio più sperduto e, almeno apparentemente, quasi abbandonato, ecco che praticamente tutti gli abitanti si avvicinano a noi creando un piccolo capannello. In prima linea ci sono sempre i bambini, bellissimi, sorridenti e molto festosi. A qualcuno di loro abbiamo anche insegnato a dire “Donnavventura” ed ho provato un brivido quando gliel’ho sentito pronunciare. È in momenti come questo che trovo il senso del mio essere qui. Incontrare persone e culture diverse, immortalare quegli istanti e trasmettere le emozioni che sto provando a quelli che sono a casa.
Ma il Madagascar non è solo questo, è anche natura, con la sua fauna ineguagliabile: i lemuri, i fossa e tantissimi tipi di uccelli di tutti i colori possibili che creano un frastuono pazzesco in mezzo alla foresta e che quasi non ci fanno dormire la notte!
E così fra tutte queste novità e tutte queste meraviglie, si dimentica anche gli inconvenienti tipici del terzo mondo: l’elettricità che va e che viene e le difficoltà nel reperire qualsiasi cosa, anche la più semplice, come l’acqua.
E domani: il Parco degli Tsingy, sito nominato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Sono sicura che non ci deluderà! Siamo prontissime per questa nuova avventura!




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