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13/12/2016 - FINE DELLA SPEDIZIONE

Il rumore del motore del velivolo di Alitalia si fa sentire, mentre l’aeroplano sta prendendo velocità per spiccare il volo. Le ruote si staccano piano piano da terra e io, insieme a tutti i miei pensieri, buco il cielo e le nuvole per l’ultima volta.
Chiudo gli occhi. Una serie di immagini e sensazioni mi pervade, ripensando al mio viaggio intorno al mondo; un mix di sapori, profumi, emozioni palpabili, suoni, genti, lingue, immagini vivide e sfuocate, contorni labili non ben definiti, strumenti musicali e colori.
Parigi e croissants al burro. Calore di un pain au chocolat, artisti di strada, fascino della lingua. Larghi boulevard e baguettes, spirito bohemièn e fisarmonica. Arte e storia; vino, balere e impressionismo; luce rossa del Moulin rouge, purezza de Le Sacre Coeur, amore.
California e terra bruciata; surf e hippies, sole in testa e una canzone sulle labbra; rombo del motore dell’auto che sfreccia sull’infinita US 101, cornetto soft alla vaniglia, suono delle rotelle di uno skateboard a Venice Beach. Minigonne, rasta, pancakes; tramonto spettacolare sul molo, cielo così caldo da infuocare il mare di un arancione vivido.
Polinesia e hukulele. Tonno fresco, profumo di frangipani e sensazione di olio caldo sulla pelle. Infinite sfumature che si susseguono, dall’azzurrino perlato al blu più profondo del mare, sapore di sale sulle labbra. Immensità dell’oceano e pesci farfalla; speranze e positività; tatuaggi maohi, fastidio della pioggia che picchietta il viso. Addormentarsi cullata dalle onde del mare nella cabina di un catamarano, sgranocchiare un pezzo di cocco, ghirlande di fiori. Ammollo in acqua, posizione del morto, sensazione di rilassamento totale. Pura pace.
Giappone e occhi a mandorla. Scioglievolezza della seta di un kimono tra le mani, calore di zuppa di miso, rumore impercettibile di bacchette di legno.
Sensazione della paglia di un tatami sotto ai piedi, inchini frequenti, cerimonie sacre; cartoni animati, mascherine igieniche, guida a destra; luci al neon che lampeggiano a intermittenza, sapore di matcha, odore di salsa di soia. Cosplayer, salmone crudo, palazzi svettanti che sfidano il cielo; cracker di riso, preziosità della carta, calore del legno e del bambù. Pagode, ventagli di carta, fiori di ciliegio; bellezza della semplicità, essenzialità; pareti di carta di riso, bonsai, preghiere; mani congiunte.
Apro gli occhi. Eh sì, anche l’ultima tappa si è conclusa, o meglio, manca l’ultimo viaggio e l’ultimo aereo che mi porta ancora a ovest, verso Casa. Avevo detto che sarei stata a casa per Natale e così sarà. Accanto a me ho Paola e Valentina, le due nuove Donnavventura che hanno trascorso con me più di un mese e mezzo e che concludono così la loro prima esperienza, tra fatica ed entusiasmo. L’hostess di bordo mi porge una morbida coperta – penso che, concluso il mio ultimo reportage, mi lascerò cadere in un sonno profondo. Il plaid è caldo e accogliente, di un rosso scuro che mi ricorda casa e Natale. Avranno già fatto l’albero i miei?

Michela

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