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03/09/2017 - Arrivo a Milano

È domenica, sono le 2.30 e mi trovo davanti alla redazione di Donnavventura, ancora incredula e molto emozionata, varco la soglia e li vedo lì: i bagagli già pronti, con all’interno tutta la dotazione di abbigliamento e attrezzatura. Io e le mie compagne di avventura iniziamo a curiosare nei borsoni geo, per scoprirne il contenuto, osserviamo tutti i capi: non vedo l’ora di indossare il mio cappello ed essere, a tutti gli effetti, una vera Donnavventura. Mi sento grata di poter intraprendere quest’esperienza e altrettanto grata di avere l’appoggio assoluto da parte dei miei genitori e di tutti i parenti, loro sono il mio punto fermo, tutte le mie certezze. Eva, la mia sorellina di dodici anni, mi ha lasciato un piccolo peluches di un procione, da tenere sul comodino tutte le sere, per pensare sempre un po’ a lei prima di andare a dormire. “Io però sarò a scuola, mica come te, in giro per il mondo! Mi mancherai tantissimo”. Lei è sempre stata una bambina molto dolce, ma la persona che mi ha stupito di più della mia famiglia è stato mio padre. Si è aperto molto con me, confidandomi quanto fosse contento e orgoglioso di me, cosa non da poco per un uomo “tutto d’un pezzo” come lui! Come si dice? Duro ma dal cuore (molto)tenero.
Dopo aver assorbito tutto l’affetto e la carica dalle persone che amo, sono più che pronta a partire a anche a stare tre mesi senza il cellulare, per poterli sentire. Ed è così che ognuna di noi prende il proprio bagaglio da depositare all’hotel Nu: per fortuna si trova proprio vicino alla redazione, non avete idea di quanto possa pesare un bagaglio per tre mesi!
Io sono in camera con Felicitas, ma c’è davvero poco tempo per rilassarsi: una doccia veloce e via, di nuovo alla volta della redazione, per un breve briefing informativo prima di cena. La cena, come sempre è uno dei miei momenti preferiti: tutte insieme sedute, ferme, senza porta brace, macchine fotografiche o radioline in mano. (Ovviamente il cibo gioca un ruolo importante nella mia scelta del momento preferito della giornata!).
Tra chiacchiere e risate, cogliamo l’occasione per aggiornarci sulla nostra “vita pre-partenza”, con informazioni private che, per ovvi motivi, non posso riportare. Il bello del nostro gruppo è proprio questo: abbiamo legato molto fin da subito, sentendoci completamente a nostro agio nel raccontarci le cose più private, senza ancora conoscerci più di tanto.
E un legame così speciale non può che consolidarsi davanti ad un bel pollo arrosto con le patatine fritte. Stasera credo di aver battuto ogni record: mi sono addormentata in un batter d’occhio.


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