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17/07/2017 - Il weekend a La Thuile

La sveglia suona prestissimo. Alle 8 ero già in piedi pronta a mettere tutto in valigia. Essendo tornata dalla calda isola di Ibiza la sera prima, ho giusto svuotato e riempito il bagaglio. La tensione era tanta, ma solo per il fatto di andare verso qualcosa di ignoto, e di totalmente diverso dalla mia realtà quotidiana.
L’appuntamento era alle 13.30 presso la Stazione Centrale di Milano. Arrivata lì le ragazze erano immediatamente riconoscibili sia per l’aria da “avventuriere” che accomunava un po’ tutte, sia per gli zaini e le valigie a seguito. Sembravano così diverse l’una dall’altra, ma la luce che avevano negli occhi le rendeva tanto simili.
Dopo averci suddivise per nome in due gruppi, siamo salite su due diversi bus ed alle 14.00 abbiamo iniziato il nostro viaggio verso La Thuile, interrotto solamente da una fermata in autogrill per rifocillarci. In pullman, dopo che le veterane ci hanno consegnato un numero di riferimento, che per me era il 68, l’aria era carichissima e non abbiamo esitato a conoscerci subito. Abbiamo anche iniziato a fare le prime interviste, con quello che poi, nei giorni successivi, diventerà parte integrante del gruppo: Jeffrey!
Intorno alle 18.00 siamo arrivate al paesino valdostano, e, dopo una splendida accoglienza fatta dal sindaco del paese e da due dei suoi assessori, siamo pronte ad avviarci verso il campo base. Eravamo tutte molto spaesate, io continuavo a guardarmi intorno e a cercare occhi amici. Ad attenderci al campo base, oltre a molti componenti dello staff, ci sono tende e capannoni ricoperti con teli antipioggia plastificati. Sono gli ultimi secondi in cui ci è concesso utilizzare i cellulari prima di consegnarli alle veterane.
Suddivise in 6/7/8 per tenda, iniziamo a posare anche i nostri bagagli.
La valle in cui risiede il campo base è circondata da un’immensa parete rocciosa ricoperta da pini, ed è allietata dal suono del fiume Dora. Dopo aver sistemato tutto è l’ora della cena, ci avviamo dunque verso il tendone che ospiterà momenti di convivio. Un piatto di minestra riscalda i nostri pancini, accompagnata da una buonissima tisana calda bevuta davanti al fuoco prima di suonare il silenzio e di andare a dormire. Freddo gelido all’interno della nostra tenda, si fa a gara a chi ha più strati addosso per superare la notte.

La sveglia suona alle 7, è proprio il capo spedizione, Maurizio, a svegliarci personalmente, anche se, con la luce che penetrava in tenda già dalle 6.40. eravamo più o meno tutte sveglie.
7.20 tutte in fila pronte per la corsetta mattutina; io personalmente avevo difficoltà a capire se stavo ancora dormendo o no, diciamo che non sono proprio abituata alla sveglia all’alba né tantomeno alla successiva attività fisica con una temperatura davvero molto bassa. Niente a che vedere con quella appena lasciata ad Ibiza o Milano.
Subito colazione: latte caldo e caffè accompagnato da pane e marmellata. Ci trattano davvero bene!
La tensione inizia a crescere e ci suddividono in base ai numeri per svolgere le varie attività previste durante la giornata. Tre sono i cambi base in cui avverranno rispettivamente i test drive con i test drivers della Mitsubishi Motors, prove video e telegeniche (ansia!) suddivise in due postazioni, rete4 e prova sponsor. Ed infine prova fisica divisa in ponte tibetano, scalata e teleferica. Come previsto vengo assegnata alla prova video e fotogenia e, non avendo mai avuto a che fare con il mondo televisivo e, quindi, non avendo mai parlato davanti alle telecamere, mi è venuta una tensione che non immaginate! Prima di passare ai provini si passa prima dal trucco sponsorizzato da Shiseido. L’attesa è lunga, tengono in media 5 minuti ogni step. Io mi defilerei volentieri, ma devo farcela! Basta fuggire dalle cose che fanno paura e da allora via con la prima e subito dopo la seconda, in cui ho simulato uno spot Shiseido. Prima di pranzo avevo già finito le riprese ed ho così potuto tirare un sospiro di sollievo.
Alle 13.00 in punto, iniziano a distribuire i vassoio con il cibo, che goduria! Anche se ho mangiato davvero poco in vista della prova fisica, volevo evitare di sentirmi male per la mia solita ingordigia. Tra ragazze, intanto, ci scambiamo opinioni e commenti riguardanti le diverse prove. Subito dopo pranzo passo, invece, al colloquio con il CDI, centro diagnostico italiano, e per proseguire la prova guida. Amo guidare il pick-up. Penso che andrò a far fuoristrada più spesso!
Finalmente arriva anche per me il momento della prova fisica allestita dai militari dell’esercito italiano del Monte Bianco.
Ponte tibetano tutto ok! Mi sentivo un po’ un gambero camminando lateralmente sulla fune. Scalata… stendiamo un velo pietoso a riguardo, santo subito il militare che tirava la mia fune: tra le vertigini, il piede che scivolava, e la presa totalmente instabile, non so come, ma sono arrivata in cima. Ed ecco che, dopo aver pensato che il peggio fosse passato, vedo a sei metri sotto di me un fiume ed una funicolare a cui vengo attaccata saldamente e in un batter d’occhio lanciata giù. Al volo, senza avere nemmeno il tempo di pensare a cosa stavo andando incontro. E via giù, velocissima, avendo la sensazione di volare, e poi..sbam! Atterrata sul tappetino. Era finalmente finita!
Adesso l’adrenalina andava pian piano scaricandosi, e per finire in bellezza il pomeriggio, due scatti fotografici su una piccola isola di sabbia ricreata per simulare una spiaggia non potevano mancare, quindi tutti in costume e.. cheese!!
L’aria si stava facendo più fredda, il sole stava per calare e noi, distrutte, dopo aver cenato e bevuto la solita tisana davanti al fuoco, ci dirigiamo verso le nostre tende, distrutte dalla giornata appena trascorsa. Il freddo non ha potuto però competere con la stanchezza e, nel giro di qualche minuto ero già nel mondo dei sogni.

Il gran giorno è arrivato! Non so se è più l’ansia di scoprire cosa ne sarà di me o quella di tenere nuovamente in mano un oggetto che credevo fondamentale nella mia vita: il cellulare!
Ma le prove non erano ancora finite, quindi, subito dopo la colazione ci si prepara per il personal show e, mentre mi scervellavo per trovare qualcosa di simpatico e particolare, passa Maurizio e mi dice di andare a fare una prova ulteriore di video. Cuore in gola nuovamente ma non ho neanche il tempo di pensarci che mi ritrovo davanti alla telecamera. Un paio di domande sulla notte appena trascorsa e via! E’ andata anche questa.
Nel frattempo inizia il personal show e, in onore della mia meravigliosa terra a cui sono morbosamente legata, decido di fare un piccolo sketch proprio in dialetto siciliano.
Il momento del pranzo è stato un momento particolare, diverso da quello precedente. C’è molta tensione che si percepisce immediatamente. Passa talmente in fretta che non me ne accorgo neanche ed ecco che arriva il grande momento: la proclamazione delle 12 finaliste!
Siamo tutte sedute a cerchio attorno alla giuria, tutte con il cuore in gola. Io personalmente facevo fatica a respirare, vuoi per il caldo, vuoi per la tensione.
Dopo una piccola premessa fatta da Maurizio, iniziano a dire il primo numero. Non passa neanche un minuto che viene annunciato anche il secondo numero.. lo sento e distrattamente mi guardo intorno cercando di capire chi era la seconda fortunata, ma non si alzava nessuno. Ed ecco che mi viene un piacevole dubbio; abbasso la testa, guardo il cartellino numerato che avevo al collo ed il numero che era stato chiamato era proprio il mio. Il 68!! Siiiiii, non credevo alle mie orecchie!
Ancora incredula mi tiro su e mi dirigo verso il centro, mi tremavano le gambe e la voce ed una delle cose più belle era vedere i sorrisi sinceri nei volti delle ragazze con cui avevo legato maggiormente. Ce l’avevo fatta! Ero io una delle 12 finaliste, non riuscivo a crederci, alla faccia di chi ha sempre avuto da ridire su di me!
In un attimo continua la proclamazione, foto, le altre ragazze vanno via ed è il momento di accendere il cellulare giusto per un paio di minuti, il tempo di avvisare i propri cari, sperando che qualcuno riuscisse a rispondermi in tempo, avevo solo qualche minuto. Il telefono squilla e finalmente sento la voce dall’altra parte. Con un sorrisone sul viso dico che.. “NON SI TORNA A CASA! SONO IN FINALE! “ Mamma mia che emozione!
Si salta su in macchina e contro ogni previsione ci dirigiamo verso un hotel! Si, avete capito bene, un hotel: pavimento, pareti coibentate, un letto e soprattutto una doccia! Raga ci si lava finalmente! Sembrava un’allucinazione. Ho anche pensato fosse uno scherzo, finchè non ci hanno fatto sistemare i nostri bagagli all’interno delle camere. Ma non ci siamo mica fermate; subito nuovamente in macchina per ripulire dalla sporcizia il campo base. Finito lì ci siamo avviate verso il campo piccolo per fare una chiacchierata informale. La sorpresona è stata scoprire la destinazione del viaggio di quest’anno: Kenya, Etiopia, Zanzibar, Mozambico, Sri Lanka e Maldive sono alcune delle tappe che toccherà il team di Donnavventura 2017. Sono molto contenta della destinazione scelta, sia perchè non sono mai stata, sia perché per me l’Africa ha un alone di mistero ..sarà per tutte le tribù che popolano il territorio, o magari per i riti, magici e non , che compiono. E poi, chi è che non è mai voluto andare a fare un safari? Finalmente potrò vedere tutti quegli animali che ho sempre e solo visto nei documentari, e nel cartone del Re Leone.
Ma, tornando alla giornata di domenica, dopo esser tornate in hotel e dopo esserci fatte una doccia finalmente calda, ci siamo accomodate a cena ed infine, dopo qualche rimprovero per alcuni minuti di ritardo, ed una camomilla al bar accanto, vado a letto soddisfatta della posizione ottenuta e carica per i giorni che verranno.


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