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17/07/2017 - Il weekend a La Thuile

La mattina del fatidico giorno era arrivata in fretta! Per raggiungere la Stazione Centrale di Milano scelgo di andare in treno, non volevo rischiare di arrivare in ritardo per il traffico. Odio essere in ritardo!
Saluto con un abbraccio fortissimo mio papà, forse non lo vedrò fino a Natale. Lui con il suo lavoro viaggia molto ed è spesso in giro per il mondo. Mio fratello invece mi saluta con un bacione sulla fronte e una pacca sulla testa, apposta, sa che mi da fastidio.
L’ansia è tanta e l’emozione anche; durante il viaggio pensavo a come cambierebbe la mia vita nel caso fossi scelta tra le cinque fortunate; è stato un anno molto difficile, forse il più tosto di tutti. Una persona fondamentale nella mia vita ha deciso di uscirne e questo mi ha completamente distrutto. Anche per questo ho deciso di iscrivermi a Donnavventura, per ricominciare da me stessa.
Arrivo a Milano e per non essere più nervosa del dovuto, mangio una (non troppo buona) pizza. Io quando ho fame divento una iena!
L’arrivo al punto d’incontro è stranissimo, tantissime ragazze che mi guardano e squadrano, nessun sorriso, nessun saluto. Appena appoggio le cose inizio a salutare un po’ di ragazze… meno male! Ecco spuntare i sorrisi. Inizio a fare due chiacchere con delle ragazze che ritroverò poi sul mio stesso pullman, fantastico, non sono più un pulcino allo sbando.
Rivedere La Thuile è un’emozione forte, le preselezioni le avevo fatte in questa splendida località turistica e quindi speravo mi portasse fortuna.
Dopo quasi quattro ore di chiacchere sul pullman, raggiungiamo finalmente le veterane e tutto lo staff. L’accoglienza è stata esplosiva, musica alta, caldo, un sole che spaccava le pietre e un leggero venticello. Situazione migliore non potevo immaginare!
Dopo una breve presentazione e un ripasso di tutti i nomi delle veterane ci dirigiamo tutti insieme al campo base.
Una volta scese tutte dal pullman inizio a guardarmi un po’ intorno… a scrutare alcune ragazze che a loro volta mi scrutavano. Devo dire che queste selezioni non saranno una passeggiata come mi aspettavo! Devo mettere tutta la grinta davanti alle telecamere, sembrare molto naturale… cosa che faccio ancora fatica, come penso sia normale. Non sono mai stata dietro ad una telecamera quindi pian piano mi abituerò ad essere molto più sciolta.
“Feli, pensa positivo!” è questa la frase che mi sono ripetuta di più.
Arriva l’ora di andare a dormire e le mie compagne di tenda si lamentavano già dalla cena. Non erano mai state in campeggio e per loro era già una grande sfida dormire all’aperto. Bene, sono l’unica a non sentire né il freddo, né la mancanza di un letto. Questo non è niente in confronto a quello che mi aspetta in caso venissi scelta. Sono felice, finalmente entro nel vivo di quest’avventura. Durante la notte dormo forse solo quattro ore, sveglia alle 6:30 con corsetta. Tra me e me rido, tutte si lamentano, io sono contenta.
Col numero 41 ho affrontato i due provini del secondo e più importante giorno di selezioni, l’attesa mi uccide ma dentro di me cerco di essere poco agitata, più carina, simpatica e sciolta. Il mio turno arriva, il mio cuore andava a mille (e questo è dire molto, perché io ho meno di 60 battiti al minuto!) prendo in mano il microfono ed inizio con due parole: “soy argentina!” sperando mi portasse fortuna. Quando finisco molte delle ragazze che sono state attente al mio provino mi fanno i complimenti… benissimo, sono felice, è andata!
La prova fisica è stata abbastanza facile, io volevo affrontare la prova di guida il prima possibile… adoro guidare! Speravo solo che il test driver non fosse cattivo, infatti, non lo è stato per niente. Prova di guida superata benissimo, se c’è una cosa di cui sono convinta nella mia vita, è di saper guidare bene! (e parcheggiare pure!).
La sera di sabato è stata una serata all’insegna di nervi. Tutte nervose per un motivo: Maurizio aveva chiamato una quindicina di ragazze per parlare con lui in privato. Io non ero fra quelle. Panico. Ho iniziato a pensare di aver sbagliato qualcosa…di non essere stata abbastanza convincente, di non saper stare davanti ad una telecamera, di essere antipatica, brutta e chissà quante altre cose mi sono passate per la testa. Ripeto, panico. Tutte le mie sicurezze erano scomparse. Ancora panico, finché mi è venuta in mente la mia mamma, “feli, pensa positivo”. Così ho lasciato perdere tutte le cattiverie che una novantina di ragazze stavano dicendo sulle “scelte” e ad ascoltare solo una di loro. L’unica che mi aveva colpito fin dall’inizio: Vanessa.
In lei ho rivisto mia mamma! Assurdo! È una persona talmente solare e tranquilla che mi ha aiutato a stare calma in quel momento poco felice. Lei ovviamente era una tra le convocate da parte di Maurizio. Non avevo dubbi. Emana un’energia positiva in poche persone ho visto, tra noi due è scattata subito l’intesa…siamo simili!
Vado a dormire sforzandomi di non pensare negativo e più o meno ci riesco, dormo tutta notte!
La mattina dell’ultimo giorno arriva come un fulmine, ma ero impaziente, non ce la facevo più! Volevo sapere se ero tra le finaliste. Decido di occuparmi la mente pensando a cosa posso fare nel mio personal show davanti a tutte le persone presenti, erano tantissime ed io sono molto timida (anche se non sembra!), quindi in un modo o nell’altro è stata una piccola vincita per me aver affrontato questa sfida in modo completamente naturale, ho letto una poesia in spagnolo, una passeggiata!
Tensione e ancora più tensione. Più passavano i minuti e più si ribaltano le mie convinzioni, stranamente mi convinco di essere stata scelta. Non lo so il perché, davvero… ma me lo sentivo.
Sono le 14 e il sole picchiava come non mai, avevo caldo ma non mi interessava, si stava avvicinando il momento più importante del weekend. Maurizio prende in mano il microfono e chiudo gli occhi, penso di non essere mai stata così tesa. “Le dodici finaliste sono…” inizia a chiamare una ad una le ragazze selezionate, ne aveva chiamate già 10 ma non avevo perso la speranza, una delle due mancanti era il numero 41. DOVEVO essere io. “L’Argentina di Buenos Aires!!!” e io sono al settimo cielo, mi aveva chiamata per davvero!. Ancora una volta il cuore a mille, uno dei weekend più intensi della mia vita.
Finalmente ce l’avevo fatta! Su 2800 ragazze, Felicitas, nata a Tandil, Argentina, era riuscita a essere fra le prime DODICI.
Aiuto! Che gioia! Devo dirlo ai miei genitori, al mio ragazzo, alla mia famiglia, alle mie amiche… a tutti! Voglio urlarlo al mondo. Inevitabilmente mi sentivo già una vera Donnavventura, mi vedevo già col cappello e addirittura mi immaginavo già come veterana, insomma dei film mentali enormi. Dopo varie foto col gruppone di aspiranti e i consigli di alcune veterane, arriva il momento di chiamare i nostri genitori per comunicare la notizia. Io ho fatto tre chiamate, una a mio papà, una a mia mamma e una al mio ragazzo. Mio papà, stranamente mi risponde ridendo e non mi lasciava nemmeno parlare: “loca mia, muy bien! Te amamos! Chiama la mamma che si sarà appena svegliata e aspetta tue notizie!!!”. Quanto amo mio papà? Non ho mai conosciuto una persona che rida e sorrida cosi tanto quanto lui, tutti i giorni, in qualsiasi situazione, la sua forza è davvero uno dei pilastri della mia vita. Immediatamente dopo faccio una videochiamata a mia mamma, mi risponde dal letto, già con le lacrime agli occhi e in due secondi scoppio a piangere anche io. “Mi amor!” quelle due parole sono state come un abbraccio forte, è incredibile come con la sua voce mia mamma riesca ad azzerare i 13mila km che ci separano. Finalmente cala tutta la tensione, la mamma è sempre la mamma. Dovevo calmarmi e fare l’ultima chiamata al mio ragazzo, Andrea. Lui mi risponde con un “So già che sei passata! Ma ora quando ti vedo?”… Nemmeno un “complimenti amore!” “bravissima” “sei la migliore” “ti amo”…non ci penso e lascio perdere. Dovevo concentrarmi per iniziare al meglio la settimana di addestramento.
Prendiamo le macchine e subito ci spostiamo dal campo base, la prima notte da finalista era in albergo, che felicità! Avevo proprio bisogno di sciacquarmi via tutto il weekend. Dovevo ripartire da zero, iniziava una settimana impegnativa.
La cena era alle 20.20, Vanessa ed io scendiamo alle 20:27, ma non perché eravamo in ritardo, ma perché pensavamo fosse alle 20:30 quindi prima sgridata da parte di Mauri. Mamma mia! Giuro che non arriverò mai più in ritardo!!!

Felicitas

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