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20/11/2018 - BOGOTA'

Il mio sogno di andare in Colombia si è avverato e atterrare in questa terra è stat davvero emozionante.
Una volta atterrati abbiamo trovato Chiara ad aspettarci e vederla mi ha rasserenato molto. I miei giorni nelle ABC sono stati un mix di stati d’ animo mai vissuti fino a quel momento in questo contesto e vedere lei, la super veterana, mi ha tranquillizzato non poco!
Bogotá è come me l’aspettavo: caotica e rumorosa, ma al tempo stesso affascinante, con i colori dei murales e la vivacità della gente.
A primo impatto pensavo fosse pericolosa, ma credo che alla fine lo sia quanto una metropoli asiatica o una Milano ingigantita…
Il quartiere della Candelaria non può non affascinarti, soprattutto Piazza Bolivar dove ha sede il governo, proprio quello in cui anni fa Pablo Escobar fece un attacco con l’aiuto dei guerriglieri.
Vederlo mi ha fatto sentire come in un pezzo di storia colombiana. L’unica pecca di questa piazza sono i piccioni ( io non sono amante dei pennuti), una miriade di questi “ topi del cielo “ che quasi ti assalgono, ti inseguono…
Le ore in taxi in questa città congestionata dal traffico automobilistico mi ha dato la possibilità di ammirare fuori dal finestrino, vedere da lontano le favelas, emozionarmi a vedere i murales, che sono delle vere e proprie opere d’ arte, notare i visi dei colombiani, soprattutto dei bambini, guardare la capitale dall’alto, scorgere le zone più folcloristiche (al di fuori del centro turistico ). Questa capitale mi ricorda la mia città ai tempi dello sviluppo economico, frenetica ma al tempo stesso fedele alla sua cultura.
Camminando per le vie della città ci si imbatte nei vari caffè, dai più tradizionali ai più moderni; l’odore di questa bevanda ti inebria e il loro caffè tinto ( caffè lunghissimo) è un must per i colombiani che ne bevono a quantità industriali e devo dire che non mi è dispiaciuto per niente assaporarlo, sia nei loro stand provvisori agli angoli delle strade, sia nelle loro caffetterie un po’ più specializzate, quasi sempre serviti in bicchieri di carta.
Interessante fu la serata in cui conoscemmo Pedro, il manager di El Cielo, ristorante top della città.
Ci ha organizzato una cena sensoriale, che mi ha lasciato a bocca aperta e fatta ridere e divertire a tavola come non mi succedeva da anni.
EL Cielo ha preparato un menù di degustazione, ogni piatto era un’ esplosione di sapore e non solo, ogni senso era soddisfatto:
la vista, perché i piatti erano presentati magnificamente e tutte le volte che li servivano creavano le nuvole sul tavolo grazie ad un loro trucco con l’ idrogeno, l’ olfatto, perché ogni pietanza aveva un suo profumo ( addirittura i cocktail erano profumati di rosa ), il tatto, perché qualche portata poteva essere mangiata con le mani, ma cosa più stravolgente fu lavarsi le mani con il cioccolato per poi leccarsi le dita ( che goduria!! ) ed infine il gusto, lì hanno proprio azzeccato tutto, dall’ antipasto al dolce!
Quella sera è stata quasi un premio per noi, una serata davvero speciale.
Ricordo ancora il giorno in cui ho assaggiato le “ formiche” ! Già il cibo da strada, lo snack colombiano strano che mi mancava. Il sapore è simile a un popcorn.
Eh sì, in questa spedizione avevo assaggiato a Bonaire anche l’iguana che non mi aveva entusiasmato ma che ho provato volentieri.
Mi piace sperimentare e provare cose nuove!
Bogotá è magnifica e con molta probabilità tornerò per visitarla al meglio e per fare il giro della Colombia.
Ho passato questi ultimi giorni a Bogotá con serenità, ho contato i giorni che mancavano al mio ritorno a casa e ora sono su un volo diretto a Malpensa e scrivo le mie ultime emozioni.
Sono contenta di rientrare, di aver concluso anche stavolta il mio viaggio. Mi spiace non vedere le mie ragazze, Annabru, Glo e Anna che ripartiranno fra pochi giorni per il Giappone… loro sono stata la mia più grande emozione in questa spedizione!
Sono partita dall’Italia non sapendo cosa mi avrebbe regalato questa nuova avventura, ma non lo sai mai perché ogni volta è tutto diverso e nuovo e ogni volta è sempre una prima volta di qualcosa…
Mi mancava casa ma so già che mi mancherà anche tutto questo! Il lavoro giornaliero, l’impegno di tutti, la gratificazione a fine giornata, il sostegno e l’ affetto che crei con quella che per giorni è la tua famiglia…
La mia frase sarà sempre questa:
Non esiste meta che ti possa emozionare come una persona.
La mia avventura è finita e come sempre ho il cuore pieno di gratitudine nei confronti delle persone che mi hanno accompagnato in questo viaggio, ricordo le mille risate, alcune anche isteriche, la stanchezza delle estenuanti ore di lavoro, i confronti a volte anche forti, ma come una grande squadra ci si sopporta e ci si rispetta e in qualche modo ci si vuole bene, perché questa esperienza ti unisce e nonostante la mia durezza apparente mi emoziono a scrivere anche questo mio ultimo reportage.
Grazie a tutta la squadra e in bocca al lupo alle mie sorelline per il Giappone!

Sijia Christina

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