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15/11/2018 - LE MIE ABC

Il mio viaggio è iniziato prima del previsto. Pensavo di intraprendere questa nuova esperienza a fine novembre, ma la data della mia partenza è stata anticipata. Così, proprio mentre parlavo (Coincidenze? Io non credo!), ancora una volta, di Donnavventura, mi sono ritrovata un semplice sms da parte della redazione che chiedeva conferma della mia disponibilità per partire, dopo pochi giorni, con destinazione Caraibi. Inutile descrivere la forte emozione che mi ha travolto. I miei bagagli, a dire il vero, erano già pronti, perché volevo essere preparata per un’eventuale partenza improvvisa. Sono, però, stati necessari alcuni giorni per metabolizzare l’effettiva imminenza della mia nuova avventura.
In men che non si dica mi sono ritrovata su un aereo diretto a Santo Domingo per poi fare rotta verso le ABC, acronimo di Aruba, Bonaire e Curaçao. Non vedevo l’ora di mettere piede in terra caraibica, prendere il sole in una spiaggia da sogno ed ammirare un tramonto infuocato con i profili delle palme.
Aruba mi ha accontentato subito: davanti al nostro hotel c’era una spiaggia da cartolina con un mare di quell’azzurro che subito ci si figura quando si pensa a queste parti, dalla quale si poteva ammirare un tramonto proprio come quello che avevo immaginato. Ma quest’isola, in realtà, mi ha regalato molto di più perché mi ha sorpreso. Non mi aspettavo, per esempio, di poter fare fuoristrada in mezzo a dei cactus altissimi per poi ritrovarmi, girato l’angolo, su una scogliera mozzafiato a picco sul mare. La polvere che mi sono beccata è stata ampiamente compensata dal divertimento della giornata e da quel profumo di mare che, ogni volta, da solo, è sufficiente a rinnovare le mie energie positive.
In realtà, queste isole del Caribe, specialmente Curaçao, mi hanno affascinato soprattutto perché mi hanno fatto scoprire i loro aspetti più particolari. Non solo acque cristalline e pesci variopinti, ma persone fantastiche che parlano correntemente quattro o cinque lingue, il perfetto equilibrio tra le numerose culture che convivono in questi luoghi, i colori sgargianti delle case coloniali che, però, hanno un qualcosa che ti fa pensare ad Amsterdam, il mahi mahi con contorno di platano fritto mangiato in un ristorantino in riva al mare.
Sono questi sapori, queste sfumature e questi profumi che riporterò a casa.

Anna Maria

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