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24/10/2018 - L'ARRIVO A SANTO DOMINGO

Non ci volevo credere quando sono scesa dall’aereo. Dopo tante ore di viaggio sono arrivata finalmente in Repubblica Domenicana, precisamente alla capitale, Santo Domingo!
La prima impressione appena scesa è la temperatura, che nonostante il buio ed il caldo umido di questo paese tropicale si fa subito sentire. Dopo i vari controlli burocratici in aeroporto, ecco che un transfer ci aspetta e partiamo per il nostro primo campo base.
Ci accompagna Miguel che sarà il nostro autista per questa prima parte della nostra avventura dominicana.
Saliamo tutte quante a bordo. Sono già le 21:00 e con il jet lag dovuto al fuso orario c’è chi prova ad appisolarsi almeno un po’ e chi invece, come me, incuriosita guarda fuori dal finestrino.
Noto appena imboccata la strada per la nostra destinazione che, uscendo dalla capitale, le strade si fanno sempre più buie, non essendoci molti lampioni e nonostante siano autostrade, il percorso non è dei migliori, pieno di buche e in alcuni punti sterrato.
La mia curiosità è a mille e non riesco a distogliere lo sguardo dall’esterno. Non posso non paragonare quello che vedo alle scene della serie tv di Narcos, auto vecchie con carrozzeria di altri colori, locali in sella a motociclette di fortuna senza caschi, sentinelle all’entrata/ uscita delle autostrade con le armi, pattuglie di polizia a fianco delle carreggiate, musica latina ad alto volume per le strade, sembra di star in uno di quei film di narcotrafficanti. Un po’ inquieta a vedere tutto ciò, trovo subito il conforto dentro me perché mi ricordo di essere nel team di Donnavventura, con un capospedizione senza paura.
Dopo quasi due ore di viaggio nella notte lungo le strade dominicane, arriviamo a destinazione. Il resort che ci ospita si trova nella Penisula di Samanà, precisamente vicino a Las Terrenas, il V Samanà Resort. Essendo arrivati cosi tardi, all’incirca alle 23:00 , ci danno le chiavi delle nostre camere e corriamo subito a riposare.
Sono in camera da sola, in una stanza grande e confortevole, l’umidità in questa zona si fa sentire, le mie lenzuola del letto appaiono semi umide, tanto che nei giorni in cui ci siamo fermati qui, ho dormito con la tuta perché di notte sentivo freddo ( mentre durante il giorno e soprattutto all’ esterno fa caldissimo!). Sono i primi giorni lontano dalla mia accogliente casa e dal mio fidato coinquilino Psyco, il mio amore di gatto e dormire senza di lui mi risulta difficile.
In questo enorme resort che si affaccia direttamente sull’ Oceano Atlantico ho fatto il mio primo bagno di quest’avventura!
Il clima molto umido e probabilmente la stagione porta piogge passeggere anche se di grande intensità, ma il caldo c’è ed è anche molto fastidioso quindi nonostante la pioggia la gente rimane comunque in spiaggia.
Il buffet in questo resort è una gioia e penso di essere diventata “un mango che cammina” a forza di scorpacciate di questo frutto locale.
Alla scoperta di questa regione della Repubblica Dominicana non posso non notare la povertà di questa zona, seppur ritenuta una delle più ricche del paese e rattristarmi per la situazione dei locali. Accompagnati dal nostro fidato Miguel, guardo con ammirazione la natura di questo luogo, le spiagge meravigliose circondate da palme, proprio come quelle che vedo nelle cartoline e nei film, e i paesaggi dell’entroterra; nonostante le strade siano ben lontane dai nostri standard e il paesaggio che mi circonda è rurale, ci sono giungle lussureggianti di un verde imponente e zone con paludi e fiumi, dove abbiamo anche fatto un’ escursione in canoa. Quel giorno abbiamo anche rischiato di essere punte da una decina di api, che fortunatamente (o sfortunatamente) hanno punto il nostro amico Miguel al braccio!
Las Terrenas, che dista solo una decina di minuti dal resort, è un tripudio di colori accessi, nonostante l’igiene di certi negozi non mi abbia convinto, come per esempio vedere la carne stesa al sole o polli che girano in forni/griglie arrugginiti, e si vedono più uomini che donne in giro, alcuni addirittura con il machete ( che utilizzano per tagliare i cocchi, ok, ma potrebbero farci anche tante altre cose…).
La spiaggia dei pescatori di Las Terrenas è molto bella. L’acqua chiarissima e la sabbia bianca, circondata da questi localini sulla spiaggia molto colorati e piena di pescatori che vendono il pesce appena pescato!
La gente del posto è molto vivace e calorosa, colorata come tutto lo stile di queste zone e soprattutto molto sorridente e i bambini sono dolcissimi!
Conosciamo anche una simpatica coppia di italiani, che ha scelto di trascorrere la pensione su quest’isola, accompagnandoci ad un pranzo in loro compagnia, raccontando anche gli eventi climatici che sono accaduti negli ultimi anni in questa zona e come nessuno sia mai preparato realmente per un uragano. Mi è salita l’ansia quando parlavano di queste cose, perché non avevo mai conosciuto qualcuno che avesse vissuto qualcosa di simile nella sua vita.
Finalmente andiamo alla scoperta della Capital, Santo Domingo. Dopo un viaggio di quasi due ore, stavolta con la luce del giorno, il paesaggio è più visibile dal finestrino. Ci sono mucche sulle strade il cui asfalto assomiglia più a un misto di fango, asini, moto e camion carichi di prodotti, gente per strada che cammina alla quale dobbiamo suonare per farli spostare, pattuglie di polizia sulle strade, con giubbotti antiproiettile e armati. Sono inquieta anche senza volerlo, perché questa realtà è molto diversa dal nostro modo di vivere italiano, poi passiamo vicino ad una scuola elementare e vedere i bambini correre felici mi calma.
Entrando a Santo Domingo in auto noto subito che le carreggiate diventano più grandi, il traffico e la popolazione aumentano e ti rendi conto di essere in una città caotica e popolata.
Alloggiamo nella città fortificata, in un antico monastero ristrutturato davvero grazioso dove si respira un’ aria diversa da quella della Penisola di Samanà. Il centro storico è in stile coloniale, con tanti turisti e le bancarelle con musica, frutta fresca e bibite non mancano.
Santo Domingo è particolare, per certi versi assomiglia molto ai paesi del centro America, ma con il giusto mix di colori, musica, vivacità che solo una città come questa può farti provare.
Sono passati pochi giorni da quando sono partita dalla mia amata Italia, ma scoprire posti come questi mi fa apprezzare molte cose. La gente qui è gioiosa, calorosa, vivace e con un bel sorriso in faccia, nonostante siano molte meno fortunati di me. Dai loro racconti, molti hanno perso amici o familiari per via degli uragani, hanno tenori di vita molto basici e non hanno le nostre leggi igienico- sanitarie, eppure sono solari, gentili e pieni di vita ed energia
Mi manca casa, ma sono un’amante dell’avventura e curiosa per natura. So che questa spedizione provocherà in me, come sempre, tanto stress, ma è sempre ben ripagato da tutto quello che vivo quotidianamente con la squadra e dalle emozioni impagabili di poter vedere diverse parti del mondo con i propri occhi.
Santo Domingo sei solo l’inizio e già ho avuto un mix di emozioni contrastanti grazie a te.

Sijia

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