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Akko

Dopo aver passato la notte nella ventosa città di Haifa, il team parte alla volta di Akko, situata sempre sulla costa, ma una trentina di chilometri più a nord. Già da lontano si intuisce quanto sia bella, con le sue alte mura visibili sia dal mare che da terra. Akko è il nome attuale della città che è conosciuta anche come san Giovanni da Acri, o semplicemente Acri, nome che le avevano dato i cavalieri crociati. In pochi minuti il team raggiunge il centro storico, lascia la carovana e prosegue a piedi, percorrendo il dedalo di viuzze che si sono sviluppate a ridosso del porto. Ciò che caratterizza Akko è la sua lunga e travagliata storia, fatta di grandezza e distruzione. I due momenti di maggior ricchezza della città sono quello legato al dominio crociato, fra l’XI° e il XII° secolo, e quello arabo del XVIII° secolo.
Al tempo dei crociati Akko costituiva il loro quartier generale in Terra Santa e qui avevano edificato una grande fortezza, con all’interno sale riunioni, luoghi di preghiera ma anche centri per fare affari. Questa colossale struttura fu completamente riempita di detriti durante la dominazione ottomana che vi costruì sopra una nuova città, soppiantando quasi completamente le architetture crociate. Grazie ad una sapiente opera di recupero, oggi è possibile visitare alcuni degli ambienti della fortezza originaria, che sono al di sotto dell’abitato, scendendo attraverso una serie di scale e percorrendo talvolta cunicoli o tunnel. Un ambiente davvero suggestivo, grandioso e mirabilmente recuperato, anche se da una mappa assai dettagliata, conservata in vaticano, emerge il fatto che c’è ancora una superficie ampissima da far riemergere e sarà un lavoro davvero immane.
Akko è stata uno snodo commerciale importante per il transito delle merci dal medio oriente all’Europa e in città erano presenti diversi Kahn, caravanserragli, che ospitavano viaggiatori, merci e animali. Anche le repubbliche marinare italiane avevano la loro influenza in quello che era un floridissimo porto di mare.
Tra le viuzze si sviluppa l’attuale mercato, con bancarelle cariche di spezie, frutta, verdura, pesce fresco e ovunque si incontrano decine di gatti, tutti belli pasciuti e dal pelo lucido. Le ragazze si fermano a bere un succo di melograno fresco e poi continuano il loro giro.
La città è cinta da mura anche sul versante costiero, dove le mura strapiombano in mare. Il team nota alcuni ragazzi che hanno tutta l’aria di volersi tuffare e infatti uno di loro prende la rincorsa e si lancia in mare, noncurante degli scogli sottostanti. Tutto bene, scopriamo che è uso sfidarsi in questo modo. Per il pranzo si sceglie un ristorante sul mare che si chiama Elmarsa, scopriamo solo dopo che si tratta di uno dei più consigliati del centro storico.
Akko è la porta d’accesso alla Galilea Occidentale, una regione ricca di piccole cose da scoprire, dai piccoli artigiani e artisti, ai produttori di vino e formaggi; visitando l’ufficio del turismo si possono prendere spunti interessanti per esplorare i dintorni.
Verso l’ora del tramonto si fa ritorno in hotel, una residenza davvero piacevole, molto particolare e curata in ogni dettaglio. Dalla terrazza panoramica si posso ammirare centinaia di rondini che si sistemano sui fili e sulle persiane delle abitazioni circostanti, preparandosi per la notte.

Chiara

 
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