AITRRICOLASHISEIDO1A CLASSE - ALVIERO MARTINITOURING CLUB ITALIANOBFGoodrichJEEPMASTERCARDESERCITO ITALIANO
 

SWEIMEH, MAR

La luce morbida dell’alba filtra dalla tenda e dà il buongiorno alle ragazze del team, che velocemente si preparano.Dopo colazione vengono caricate le jeep e si parte alla volta del Mar Morto.
Usciti dal rosso deserto del Wadi Rum con i suoi bei massicci rocciosi, il paesaggio si fa monotono; le lunghe distese di pianura arida e giallastra, sono interrotte solo da qualche centro abitato non particolarmente interessante.
Dopo alcune ore di viaggio le driver notano un baretto molto semplice ma accogliente. E’ su di un pianoro panoramico che guarda la valle del Giordano, oltre la quale, in lontananza e nascosta dalla foschia c’è la Palestina. Si riprende a viaggiare e da qui in avanti il paesaggio cambia facendosi più movimentato e montuoso, comincia infatti la discesa verso il Mar Morto, che si estende nella depressione più profonda della terra, lungo il Reef creatosi dall’incontro delle placche tettoniche africana e arabica.
Il team arriva a destinazione e in un attimo le ragazze sono in costume, entusiaste all’idea di fare un bagno nel mare più salato al mondo. La sua concentrazione salina infatti, è tale da non consentire la vita né di animali né di piante ed ha come effetto visivo più immediato, un sorprendente galleggiamento. Non si potrebbe andare a fondo neanche volendo!
Siamo nel punto più basso della terra, oltre 400 metri sotto al livello del mare. Grazie all’alta concentrazione di minerali, l’acqua e il fango del Mar Morto hanno virtù benefiche, note da tempo immemore. Le ragazze si cospargono di argilla dalla testa ai piedi, aspettano che il fango si rapprenda, e poi lo lavano via tuffandosi nuovamente nelle acque salate, facendo non poca fatica proprio a causa di quel galleggiamento che rende goffi i movimenti.
Un’altra giornata sta volgendo al termine e il sole tramonta in lontananza.

Chiara

 
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