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17/10/2017 - Primo mese con Donnavventura

Lo scoccare del gong, che segna il termine dei miei primi trenta giorni di spedizione, è ormai vicino. La prima osservazione che scaturisce, dopo aver trascorso intere settimane lontano dalla propria casa, rientra in un classico cliché: staccare dalla routine ti permette di vederti dall’esterno.
Credo che l'autoanalisi per un cittadino come me faccia parte di un dono sempre più raro di questi tempi, in cui tutto corre molto veloce nella frenesia metropolitana. Il lavoro, le amicizie e gli amori hanno la capacità di mutare velocemente sotto i nostri occhi e spesso non si riesce a notarne le genesi e gli sviluppi.
Partire quindi e allontanarsi è sempre una buona opportunità per pensare, ma poterlo fare per lavoro diviene un'opportunità enorme. Specialmente se il tuo team di viaggio/ lavoro è composto da originali personalità le quali, stimolate dalla curiosità verso la vita e il mondo, fanno di questi momenti un’ esperienza suggestiva e difficile da dimenticare. I momenti vissuti divengono molto intensi e con loro muta la percezione del tempo. Settimane appaiono mesi… e i mesi a volte sembrano anni.
Nonostante la percezione del tempo sia dilatata notevolmente, i ricordi rimangono impressi in maniera indelebile come tatuaggi sulla pelle destinati a non scomparire più. Sono entusiasta nell’ascoltare i racconti dei capi squadra Daniela e Maurizio, che si rifanno agli ultimi ventotto anni, periodo che corrisponde, più o meno, alla mia presenza su questa terra e alla vita del programma, ormai storico, Donnavventura.
Ci sarebbe da scrivere un intero report su questi racconti, che dico... un intero libro! Ma, di certo, la cosa che colpisce nell’immediato è notare come le storie raccontate siano rimaste vivide nei ricordi... così chiare in ogni sfumatura e dettaglio, come fosse ieri. Questa credo che sia la vera ricchezza... vivere il proprio tempo giorno per giorno, facendo sì che non passi veloce ma, al contrario, vivendone ogni minuto e potendone raccontare ogni secondo. Infatti, il mio primo mese di spedizione con il team di Donnavventura, ai miei occhi sembra essere durato molto di più e sono molte le esperienze e le lezioni che sto collezionando. Sento che il mio estro artistico, alimentato dall’istint, finora è servito nella mia vita, ma adesso è il momento di canalizzarlo con parsimonia e accompagnarlo maggiormente ad un lato di me che forse è più carente: l’aspetto dell’organizzazione e della schematicità. Un organizzazione che non solo è pratica e fisica, ma sento che attuandola, con metodo, può divenire una vera e propria disciplina mentale. Durante il primo mese di spedizione comprendo giorno per giorno che il mio obiettivo maggiore dev’essere quello di gestire il mio tempo al meglio e organizzarmi affinché tutto scorra liscio, creando in questo modo la possibilità di far emergere la mia arte e quella degli altri affianco a me con la massima serenità. Questi sono elementi fondamentali per un programma televisivo strutturato come questo; finora rapportandomi a cortometraggi, videoclip e altri generi di video produzioni, non ho mai sentito l’esigenza di lavorare con cura su questi aspetti. Ho sempre svolto ruoli anche di grande responsabilità e con taglio artistico forse anche più forte e marcato... ma questa volta mi viene richiesta una ridistribuzione dei ruoli, che, anche se a volte più semplice, dev’essere però spalmata su una gamma maggiore di compiti e impieghi e soprattutto una maggiore costanza.
Forse per la mia natura da figlio unico, forse perché non sono mai stato un amante del calcio bensì di sport individuali, ho sempre sentito il bisogno nella mia vita di dover imparare a lavorare in squadra e questa è un’altra opportunità che mi è stata data dal team di Donnavventura.
Visitare luoghi sacri come l’Etiopia e magici come il Kenya con una squadra affiatata di persone è quindi un momento per la mia vita davvero importante per mettere da parte ogni forma di individualismo e in particolare modo, per rapportarmi a un gruppo di donne e sviluppare una sorta di sensibilità che, credo, ogni uomo abbia bisogno di possedere, in parte.
Entusiasti dalla voglia di viaggiare, divertirsi, produrre e lavorare con metodo, queste sono secondo me le caratteristiche dello spirito del team di Donnavventura. Il mio desiderio è tornare da questa esperienza con la piena padronanza di queste emozioni e capacità.

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