1A CLASSE - ALVIERO MARTINIRICOLARTL 102.5HOTELPLANMITSUBISHISHISEIDOAITRTOURING CLUB ITALIANOESERCITO ITALIANO

02/12/2017 - La fine della spedizione

E’ stato un vero “Safari”, in swahili “lungo viaggio”, sia fuori che dentro di me.

Gonfia, stanca, insofferente, mal di stomaco quasi cronico ormai, mi è cambiato anche l’odore, mi guardo allo specchio e vedo una ragazza matura, con almeno 5 anni in più. Questa è la Vanessa del rush finale. Distrutta ma soddisfatta. Una Vanessa che ha dato tutto, anche quello che non aveva.
Ho imparato il lavoro di produzione dalle piccole alle grandi cose. A gestire, utilizzare e scaricare videocamere e macchine fotografiche da capogiro. Ho appreso l’arte dell’organizzazione e della precisione, saputo gestire situazioni di stress emotivo e lavorativo.
Ho capito i miei limiti e ci sono andata attraverso, cercando di superarli tutti.
Ho capito ancora di più il senso del tempo, l’importanza della mia libertà, di scelta e di azione. Mi sono conosciuta e riconosciuta attraverso gli occhi delle mie compagne di avventura. Sono esplosa meno volte di quelle che avrei immaginato e trattenuta molte molte di più.
Ho capito l’importanza fondamentale dello sport nella mia vita, che è il mio sfogo quotidiano, la decompressione necessaria in grado di canalizzare la mia energia di fuoco portandola alla realizzazione, anziché all’autodistruzione. La pratica dello yoga mi ha dato la calma e la lucidità necessarie a gestire situazioni che altrimenti non avrei saputo affrontare.

E’ stata un’esperienza totalizzante e molto difficile su diversi aspetti.
Non è stata certamente una passeggiata trovarsi in un gruppo di sei donne sconosciute, ognuna con il proprio percorso da affrontare, con caratteri, manie, paure e aspirazioni completamente diversi. Per poi arrivare a condividere davvero tutto e imparare a lavorare insieme, dietro e davanti alle telecamere come una vera squadra di produzione televisiva.
E’ stato duro anche vincere l’imbarazzo iniziale degli audio video. Facevo molta fatica a esprimermi in modo rilassato e tranquillo davanti alla telecamera, poi pian piano, dopo aver avuto la fortuna di lavorare al fianco di grandi professioniste e veterane come Ana, Chiara e Valentina, ho rotto definitivamente il ghiaccio e me ne sono appassionata definitivamente.
Ho adorato il mio incarico di responsabile dei video. Un ruolo di precisione e di tecnica, formativo sia a livello professionale che umano e che mi ha fatto entrare nel vivo della produzione del programma televisivo.
Il fatto di non avere avuto il minimo contatto con il mondo esterno l’ho preso come una sfida personale, di distaccamento puro dalla tecnologia e l’ho apprezzato, ma non nascondo che l’ultimo mese ne ho sofferto. Avrei avuto bisogno di condividere la mia esperienza con mia sorella e con la mia famiglia, e che solo sentire la loro voce mi avrebbe aiutata ad andare avanti con ancor più grinta e determinazione. Tale mancanza però che ha fatto sì che rafforzassi il mio cuore e cercassi solo e solamente in me la forza necessaria per evolvermi.

Ho capito l’umiltà di fare senza poter domandare, di eseguire senza controbattere.
Ho imparato a non avere fretta, a lavorare con entusiasmo e anche a lasciare semplicemente che le cose accadano. Senza forzature, senza fretta.
Ho avuto l’incredibile opportunità di fare un’esperienza unica, difficile, stressante, massacrante e grandiosa.

E’ stato un tuffo da un trampolino altissimo attraverso cinque Paesi incredibili. Ho vissuto sulla pelle le persone e i luoghi al cento per cento. Li ho catturati sia con le videocamere sia con l’anima. Li ho studiati, amati e raccontati. Mi sono innamorata dell’ascolto nel viaggiare e dell’apprendere da più fonti possibili per arricchire la mia persona.
E’ stato un grande viaggio attraverso Paesi lontani.
Ho conosciuto un Kenya dalla natura maestosa, da un popolo di persone buone, dalla bellezza sbalorditiva degli animali selvatici.
Ho scoperto un’Etiopia spirituale e carica di energia avvolgente. Una Terra struggente per quanto autentica e radicata ancora alle proprie origini. Ancestrale e intensa, l’Etiopia è stata difficile da affrontare, ma assolutamente indelebile negli occhi e nell’anima.
Ho apprezzato una Zanzibar ricca di semplicità e sorrisi, di colori e profumi. Un’isola di volti sinceri e di una soave spettacolarità.
Ho amato un Mozambico inaspettato, potente e disarmante nella sua spiazzante verità. Un Paese inesplorato e puro, emozionante e commovente.
Ho riscoperto delle Maldive diverse da ciò che mi aspettavo, a partire dalle vere isole selvagge e autentiche, abitate dai maldiviani, dove si respirava religione e semplicità del vivere, al lusso di isole esclusive, dove era possibile trovare ogni tipo di comfort e di servizio.
Infine la ciliegina sulla torta di un viaggio incredibile è stata vivere per tre giorni all’interno del campus di MaRHE Center, il centro di ricerca dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, dove ho avuto la fortuna di poter ascoltare le vite e gli operati di ricercatori che stanno mettendo anima e corpo in progetti d’importanza mondiale. Aver avuto la possibilità di conoscere problemi come il bleaching delle barriere coralline di tutto il mondo e vedere poi come si può aiutare il Pianeta, partendo dalle più innovative tecniche di trapianto dei coralli, è stato davvero illuminante.


Prima di affrontare quest’avventura mi ero riproposta di partire come un contenitore vuoto, pronta a raccogliere dentro di me più cose possibili, a imparare e a vivere altri mondi, per arricchire il mio sentire e la mia anima.
“Nessuno torna da un viaggio come prima di partire”, dice un detto Zen, e come dargli torto. Ad oggi mi sento diversa, ancor più curiosa, consapevole di ciò che voglio e di ciò che merito.
Oggi ancor più grata.
Oggi ancor più ricca.

Vanessa

Scroll