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24/09/2016 - ABU DHABI

LA MIA PRIMA SETTIMANA COME DONNAVVENTURA: ABU DHABI

È passata una settimana dal nostro arrivo ad Abu Dhabi, la mia prima settimana da Donnavventura. Non è semplice descrivere questo periodo in poche righe… I primi giorni non sono stati semplici: alzarsi presto ogni mattina, dormire poco e lavorare molto e soprattutto vivere non più basandosi sulle proprie esigenze e necessità ma su quelle del gruppo. Abu Dhabi, però, con i suoi colori e sapori forti, con il suo mix di tradizione e modernità, con i suoi contrasti, ha saputo farmi dimenticare ogni giorno la fatica e la stanchezza e farmi godere ogni momento. Qui l’aria sa di spezie e le vere bellezze si nascondono dietro le dune del suo deserto dorato o dietro gli sguardi intensi che si intravedono dai veli neri. Proprio queste due cose mi hanno colpita di Abu Dhabi: da un lato la grande distesa di sabbia che incanta da secoli: l’emozione del tramonto visto dalle dune, le carovane di cammelli guidate dai fantini, la sensazione di libertà che si respira guardando l’orizzonte. Dall’altro mi affascina guardarmi in giro e notare quanti popoli diversi abitano questa zona: immigrati dal Bangladesh, dall’India, dal Pakistan, dall’Egitto… E poi ovviamente gli emiratini, gli uomini vestiti con le tipiche tuniche bianche e le donne nascoste dai loro lunghi vestiti neri, quasi come se il tempo per loro si fosse fermato a un’epoca che il resto del mondo non ha neanche vissuto. Durante questi giorni non ho soltanto avuto modo di conoscere la cultura del posto ma anche meglio le mie compagne di viaggio. È anche grazie a loro se ogni giorno mi sveglio con gli occhi sognanti e la voglia di scoprire, di fare, di impegnarmi. Sto imparando a vivere e a lavorare in gruppo facendo il possibile per migliorarmi e godermi ogni giorno. Di Abu Dhabi non potrò scordare il caldo torrido, i datteri, i grattacieli immensi e gli occhi dei beduini e poi la ricorderò sempre come una città speciale perchè in fondo è da qui che parte la mia esperienza, la mia avventura.

Paola

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