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30/07/2016 - LA THUILE

LA THUILE 2016

Non è semplice descrivere in una pagina più di una settimana di avventure, soprattutto perché un giorno qui corrisponde ad almeno quindici giorni di vita quotidiana. Tutto è iniziato la mattinata del 21 luglio quando mi sono ritrovata accanto ad altre novantanove ragazze con gli occhi sognanti come me. Zaini in spalla, tanta voglia di partire e di mettersi alla prova, tante speranze e aspettative.
I primi giorni sono stati una vera e propria palestra sia fisica che psicologica: condividere una tenda con almeno altre venti ragazze, resistere al freddo della notte, mettere da parte le proprie abitudini e piccole necessità.
Non è stato facile non avere un bagno, una doccia per potersi lavare la sera, un momento o uno spazio solo per noi. Ma allo stesso tempo ricordo con piacere le chiacchierate durante la cena, le cantate e le tisane attorno al fuoco, le corsette mattutine perfette per svegliarsi e soprattutto, tra le cento, alcune ragazze determinate e forti che ho avuto l’opportunità di conoscere. Il test drive è stato sicuramente la prova più impegnativa ma, come in ogni cosa, ho cercato di impegnarmi al massimo e non agitarmi. Domenica è stato sicuramente un giorno emozionante: l’annuncio delle finaliste. Mi sono sentita onorata e fortunata… Dopo due giorni ricchi di divertimento ma anche di sacrifici e impegno potevo dire di essere tra le dieci finaliste, ero sempre più vicina al mio sogno. Era tempo di mettersi in gioco al cento per cento, di dimostrare chi sono, di tirare fuori il carattere e tutta la mia forza di volontà.
A oggi posso dire di essere fiera di me stessa e consapevole dei miei limiti. Ho trascorso giorni sereni anche se a volte difficili o stressanti: ho provato per la prima volta rafting, fatto equitazione, nuotato nella piscina più alta d’Europa, ma soprattutto ho imparato ad arrangiarmi, a trovare soluzioni in mezzo secondo, a vincere contro la fatica. Ho capito che viaggiare è quello che voglio, che fare esperienze nuove e vedere posti diversi mi accende, mi emoziona e mi aiuta a esprimere tutta me stessa. Non mi va di dire: “Comunque vada sono contenta” perché non sarei sincera. Voglio partire, voglio scoprire quello che il mondo ci offre, voglio condividere la passione per il viaggiare, voglio scrivere un diario la sera e raccontare quante cose una Donnavventura può fare in un giorno, voglio nuotare in mari limpidi e fotografare i tramonti dall’altra parte del pianeta. Sono pronta a svegliarmi presto, lavorare di sera, stancarmi e sconfiggere la stanchezza e lo stress. Voglio mettermi in gioco, migliorarmi e crescere. Ammetto di essere partita un po’ sprovveduta e senza sapere esattamente cosa aspettarmi da questi giorni; a oggi posso dire che ogni piccolo momento mi è servito e mi servirà, ma soprattutto posso dire di sapere cosa significa e di voler essere una Donnavventura.

PAOLA

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