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Reportage del 28/08/2011 - ILE SAINT MARIE - MADAGASCAR


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LA MIA PRIMA SETTIMANA

WELCOME IN PARADISE! Questa è la scritta che ci ha accolto alle Mauritius durante lo scalo in aeroporto prima di raggiungere il Madagascar e questa è la frase che ho fatto mia quando ho ricevuto la notizia della mia presenza nel team 2011 di DA!!!
Gli ultimi saluti in redazione e poi pronte tutte verso l’aeroporto…
Mettere piede a Malpensa mi ha fatto sentire con un piede già in spedizione…ma ancora non basta.
Si fanno le ultime chiamate, si lasciano i bagagli e…si parte davvero!!!!
Mentre l’aereo prende quota le emozioni fanno a cazzotti…felice, inquieta x ciò che troverò lì, curiosa allo stesso tempo, nostalgica ma fortemente motivata…
Le ore di volo sono veramente tante…circa 9 e durante la notte i pensieri bivaccano nella mente. Trascorro così l’intera nottata a guardare il piccolo televisore che mi indica la quota di 37.000 piedi, una temperatura di -54 C e che viaggiamo ad una velocità di 870 km/h…Non so se lo faccio perché lo trovo interessante o se semplicemente perché mi ricorda il mio papà che proprio l’altro giorno mi ha spiegato quanto vale un piede, aiutandomi a dedurre che ci troviamo a circa 11.277 m di altitudine.
Dopotutto non so ancora che le emozioni più grandi le vivrò a Tanà…nella città in cui il nostro volo è atterrato…
Qui gli occhi scrutano cose a me completamente nuove, le stesse cose che ho sempre visto solo in tv o letto sui giornali, cose di cui conoscevo l’esistenza ma di cui non ne avevo mai potuto constatare la presenza tangibile, quella che lascia il segno.
C’è chi tra di noi si emoziona ed è una cosa bellissima, un segno di profonda sensibilità…non nascondo che anche io, attraversando le strade, abbracciando i bimbi e osservando il mondo fuori dal mio pulmino, non abbia spesso dovuto nascondere gli occhi lucidi, cercare di bloccare le emozioni…forse non sarebbe necessario, forse non è assolutamente naturale…presumo però di farlo più per abitudine che per altro…un medico deve vivere sempre in terza persona i problemi degli altri, soprattutto se si trova di fronte proprio le persone che li hanno… a volte penso sia sbagliato, altre volte no…
Non sarebbe giusto piangere di fronte ad un bimbo che conosce solo la miseria e con gli occhioni grandi ci sorride…
La realtà qui è veramente inspiegabile: ritmi di vita frenetici, per le strade la gente vende di tutto (dal cibo cotto lì per lì a quello trasportato sul capo dalle donne, dalle maschere di argilla ai tipici attrezzi di ferramenta).
C’è chi cuce palloni da calcio a mano, segno che non sia soltanto una leggenda metropolitana, chi con l’intera famiglia è immerso fino alle ginocchia nell’acqua stagnante delle risaie a seminare e lavorare la terra.
C’è ancora chi lava i panni nel fiume e li lascia asciugare sulla terra ( ci hanno detto che queste corrispondono alle nostre lavanderie) e chi sale sui tipici pullmini di zona senza che sia necessario faccia fermata.
Qui si comprende quanti privilegi abbiamo e quanti ancora ne pretendiamo!
Dopotutto la popolazione è davvero accogliente e gioviale, piace farsi fotografare e riprendere insieme a noi; ci hanno persino insegnato qualche parola locale come SOCCIA che sta per GRAZIE e SALAMA che sta per CIAO!
Da Tana ci trasferiamo con un piccolo aereo sull’isola di Saint Marie e lì le emozioni non sono da meno…scopriamo quanto miracolosa sia la natura… Non ho mai visto una balena dal vivo, non le sono stata mai così vicina… me ne sto tranquilla sulla barca a scrutare il cielo con le altre ragazze quando all’improvviso un’immenso spettacolo si erge proprio davanti ai nostri occhi: una balena, che con il suo imponente corpo sbuca fuori dall’acqua e si ributta in mare…la scena dura pochi secondi ma la meraviglia resterà nei nostri cuori credo molto più a lungo…forse per sempre.
Anche gli abitanti dell’isola sono molto cordiali: è una caratteristica comune delle persone malgasce. Saranno forse le spiaggie candide, l’acqua limpida, gli alberi di cocco, i banani e la natura incontaminata a rendere le persone così speciali??
Che dire…E’ sorprendente voltarsi e vedersi ricambiare il sorriso da questa povera gente…riempie il cuore e l’anima…si tornerà a casa certamente cambiate in quella che è la parte più profonda di ogni essere umano.


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