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01/10/2017 - Le tre settimane di safari

Quasi un mese dalla partenza. Quasi un mese di Kenya. Quasi un mese di Safari. Per l’esattezza ventidue Game; Cosa sono i game? I game sono le “battute”, cioè i safari. Una volta erano “battute di caccia” e “safari” in kiswahili, vuol dire “lungo viaggio”. I cacciatori anni fa, stavano via dei mesi per poter cacciare i famosi BIG FIVE! Ora noi stiamo via dei mesi per poterli semplicemente avvistare. Io continuerò a pensarci: chi ha il privilegio di fare ventidue game nella sua vita, in UN solo viaggio? Visitare in meno di un mese Mount Kenya, Samburu, Shaba, Buffalo Springs, Nakuru, Masai Mara, Amboseli e Tsavo? Ma quanto è bella Donnavventura?
Svegliarsi in mezzo alla natura è una delle cose che mi mancherà di più in assoluto. Svegliarmi, non con il rumore della sveglia, ma con due babbuini che litigano proprio fuori dalla mia finestra. Come al Samburu, che oltre vedere i babbuini arrabbiati rincorrersi, avevo anche due coccodrilli fuori dalla finestra tutte le mattine! O al Masai Mara, che avevamo gli ippopotami a due metri dalla nostra tenda. Al Mount Kenya la sveglia me la dava un pavone reale fuori dal balcone. Allo Tsavo invece sembrava che gli elefanti ti entrassero in stanza. La camera si affacciava direttamente sull’unica pozza d’acqua dei dintorni e quindi tutti gli animali si abbeveravano lì. Ogni sera era una lotta diversa tra gli elefanti, che emettevano dei suoni davvero impressionanti. Gente, gli elefanti non fanno il classico suono da elefanti, ANZI! Sembrano dei T-Rex! Vi confesso che svegliarsi alle 4 del mattino con dei rumori simili non era proprio il massimo, le finestre rimbombavano e c’era ancora più rumore!
Vogliamo parlare di quando abbiamo beccato i due leoni in luna di miele? Ma chi l’avrebbe mai immaginato di vedere dal vivo, a due metri di distanza, una leonessa e un leone nel pieno del loro accoppiamento? In quel momento mi chiedevo se stavo sognando o era un’allucinazione. Seriamente! No lo podia creer!
È davvero assurdo quanto gli animali si lascino avvicinare dalle macchine senza nessun tipo di problema.
Alla fine di queste settimane ormai vedere le zebre, gli elefanti, gli impala, i dic dic, le giraffe, i bufali e qualsiasi altro tipo di animale selvatico era diventato normale. Normale??? Si, avete letto bene, vedere una giraffa che attraversa la strada correndo era diventato normale! Quando faccio questi ragionamenti, mi viene in mente sempre mio papà: lui mi fa pensare sempre al fatto che io sia molto fortunata nella mia vita: possedere un telefono, una macchina, poter andare in vacanza, poter studiare in università, ecc ecc. Sono tutte cose che diamo sempre per scontato, ma non lo sono per niente! Soprattutto in altre realtà come l’Africa; e in questa “dimensione” per me, era diventato NORMALE vedere un elefante abbeverarsi, mentre io cenavo con le mie compagne di viaggio a 5 metri di distanza da lui. Non so se riesco ad essere chiara su ciò che penso, non sono molto brava ad esprimermi, ma io valorizzo ogni momento della giornata pensando a questo. Bisogna rendersi conto di ciò che si vive e di come lo si vive. Io in questo viaggio sto lasciando un pezzo di cuore in ogni luogo che visito: come dice mia mamma “estoy acà”, cioè “sono qui, ora”. Anche se di solito vivo tra le nuvole, qui ho i piedi ben piazzati a terra e la normalità di vedere un elefante fuori dalla finestra di camera mia rimarrà per sempre dentro di me, impressa nella mia mente e soprattutto nei miei ricordi.
Kenya, sei stata impegnativa, calda, fredda, buia, spaventosa, rossa di tramonti e rosa di albe, bella, meravigliosa e ultima ma non da meno POLVEROSA: ma cacchio se ne è valsa la pena. Tornare in stanza piena di fango e polvere come quando avevo cinque anni, è una sensazione che avevo perso la speranza di poter ritrovare!
Donnavventura, sarò monotona, ma mi rendi felice. “Me haces bien!”.

Felicitas


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