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11/09/2017 - La prima settimana

Abituarsi a certi ritmi non è di certo facile, soprattutto se si rientra da un mese e mezzo di pure vacanze all’insegna dell’ozio, del mare e delle ore piccole. Ma all’essere umano è stata concessa la dote di potersi ABITUARE ai cambiamenti, soprattutto se piacevoli e favorevoli al miglioramento della propria vita.
Ed eccomi qui, a Nanyuki, a migliaia di km dal luogo in cui mi trovavo esattamente una settimana fa ma, soprattutto, lontana dalla famiglia e dalla mia metà (non scendo nei dettagli per non sfociare troppo in un romantico racconto melodrammatico).
Ricordo ancora quei panorami di montagna che mi hanno accompagnata in quella lunga settimana di selezioni a La Thuile, e adesso, dopo poco più di un mese, mi ritrovo in uno scenario del tutto nuovo: quello africano.
La prima tappa, dopo 6 ore + 2 di volo passate a fantasticare sul film “La bella e la bestia”, è stata Nairobi.
C’è da dire che non mi aspettavo di trovare in questa città un traffico da fare invidia a quello romano nelle ore di punta. Probabilmente perché qui non esistono momenti più o meno favorevoli allo smaltimento del traffico, è sempre l’ora di punta!
La cosa che però mi colpisce di più è la tranquillità e la serenità con la quale gli abitanti della capitale affrontano il caos più totale, districandosi tra le macchine ingorgate, incuranti dei pennuti giganti che sorvolano le loro teste. Parlo dei Marabù, uccelli molto simili alle cicogne, dalle dimensioni piuttosto giganti (sarò io che sono abituata ai passerotti che allietano le mattinate italiane), che si aggirano indisturbati tra le strade.
In aeroporto abbiamo conosciuto Kim (soprannominato da noi così perché il suo nome è impronunciabile) e Kenzia, entrambi del Ministero del Turismo, che ci accompagneranno da vicino o da lontano durante questo lungo mese in Kenya. Oltre a loro, abbiamo avuto l’enorme piacere di conoscere Patrik, autista che, purtroppo per lui, dovrà anch’egli sopportarci per un mese intero. Si instaura fin da subito un feeling incredibile ed inizia ad insegnarci le prime parole in SWAHILI, lingua ufficiale kenyota, oltre all’inglese.
E’ così che inizio a capire il significato di JAMBO (ciao), ASANTE SANA (grazie mille), KARIBU (prego), ABARI GANA (come stai?) e MASURI SANA (molto bene).
Ancora non riesco ad identificarmi nel continente africano, sicuramente perché stando in città si percepisce ben poco di questo meraviglioso luogo.
Le giornate passate a Nairobi sono state tre e, tra visite all’orfanotrofio degli elefanti, pranzi e cene in posti tipici, visita in un locale chiamato Attibassi ed invito a cena da “nientepocodimenoche” l’ambasciatore italiano in Kenya, di certo non ci siamo fatte mancare niente. Da non dimenticare soprattutto lo splendido hotel in cui abbiamo alloggiato, “The Norfolk” della catena dei Fairmont, primo ma non unico hotel di questa meravigliosa catena. Il secondo è proprio quello da cui sto scrivendo adesso: Mount Kenya Safari Club.
Considerato uno dei dodici hotel più belli al mondo e miglior hotel d’Africa, il MKSC è davvero strepitoso. Uno spazio immenso dentro cui si trovano, oltre a diverse sistemazioni, tra cui i lodge con il camino in cui alloggiamo noi, campi infiniti in cui svolgere altrettanto infinite attività. Si spazia dal golf alla mountain bike, dalle escursioni a cavallo alle passeggiate con due labrador neri bellissimi. Ma l’attività più particolare è il labirinto. Eh si, c’è anche un immenso labirinto all’interno del parco dell’hotel e vi dirò anche che oggi abbiamo anche provato ad uscire da li svariate volte senza risultati positivi. Ad un certo punto, certe di non riuscirci, io, Felicitas e Chiara abbiamo avuto la geniale idea di attraversare le siepi…lascio a voi immaginare il seguito.
Le curiosità che mi hanno colpito di questo hotel non sono ancora finite qui, perché, oltre a sorgere alle pendici del Mount Kenya, secondo monte più alto d’Africa, dopo il Kilimangiaro, con la sua cima più alta che misura ben 5199, (e che abbiamo visto stamattina all’alba con una colazione preparata apposta per noi in mezzo alla foresta), è l’UNICO hotel al mondo costruito sopra la linea equatoriale. Ad un certo punto avevo un piede nell’emisfero nord ed uno nell’emisfero sud del mondo. Follia pura! Ci hanno fatto anche partecipare ad una cerimonia in cui ci spiegavano come, grazie al magnetismo terrestre, l’acqua in un lavandino crea un vortice che va in senso antiorario nell’emisfero sud ed orario in quello nord, divisi solamente da un metro di distanza.
Prima di arrivare in questa cittadina, siamo passate anche dal Treetops di Nyeri per una sola notte. Hotel molto amato dalla famiglia reale inglese tanto che, nel lontano 1952, l’attuale regina Elisabetta d’Inghilterra vi alloggiava quando venne a sapere della morte del padre. Situato all’interno del parco naturale di ABERDARE, le particolarità di questo lodge erano delle grandi vetrate situate in ogni capera, che davano su una pozza d’acqua nella quale venivano ad abbeverarsi bufali ed elefanti. Non vi dico la mattina all’alba, appena sveglia, cosa ho pensato quando ho visto una mandria infinita di bufali a 3 metri di distanza dal mio letto ed un’allegra famigliola formata da tre elefanti!! Pensavo ancora che stessi sognando. Incredibile davvero, sembrava che si potessero toccare.
Diciamo che in una sola settimana ho visto ed imparato più cose di quante ne abbia viste ed imparate almeno in un anno intero.
L’Africa è sicuramente un continente da vedere, diverso totalmente dal mondo a cui siamo abituate. Colori diversi ti rubano gli occhi e ti lasciano affascinato. Profumi speziati, inebriano le tue narici ( forse a volte fin troppo) passando da stradine dissestate dei villaggi più piccoli. Occhi neri che ti fissano e che avrebbero tantissimo da raccontare; c’è un mondo dietro lo sguardo di quelle persone che incontri solo per una frazione di secondo. Adulti, anziani e bambini che ci guardano stupiti, spesso ci salutano timidamente incuriositi dal nostro abbigliamento e dagli strani arnesi tecnologici che ci portiamo dietro.
Sicuramente un viaggio che insegna molto, che apre la mente e ti fa vedere il mondo sotto un altro punto di vista. Ecco, io credo che, oltre a tutti i posti meravigliosi in cui andremo, certi visi e certi occhi non si potranno dimenticare. La prima settimana è passata, abbiamo ancora tanto da vedere e da conoscere. Io di sicuro sarò eternamente grata a coloro che mi hanno permesso di poter vivere un’esperienza come questa.
Per oggi è tutto… GZS mi mancate tanto!=)

Marianna

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