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22/07/2017 - La settimana di addestramento

Non avendo né cellulari né orologi, ci facciamo svegliare dalla reception alle 7.00 in punto. Siamo donne e, avendo un bagno a disposizione, cerchiamo di coccolarci un po’ dopo due giorni in assoluto stile campeggio senza docce a disposizione. Alle 8.00 il buongiorno via radio e 8.30 colazione con il team dei test driver Mitsubishi, assieme alle veterane, al capo spedizione e ai due cameraman.
Dopo colazione, una breve lezione teorica sui 4x4 che andremo ad utilizzare e sulle loro componenti meccaniche a me totalmente sconosciute, fatta da Riccardo.
Finita la lezione, andiamo da Chantal, la responsabile del maneggio qui a La Thuile, ed iniziamo la nostra passeggiata a cavallo, mentre, a turno, una di noi fa la prova guida.
Non salivo a cavallo da almeno un paio d’anni, e mi sono ricordata di tutti quei pomeriggi intensi passati al maneggio.
Tornata alla realtà, dopo esser scesa da cavallo, è il mio turno per il test drive. Riccardo, con molta pazienza, mi da due dritte e subito si parte. Arrivati su strada sterrata, dinnanzi ad una salita molto ripida, metto in pratica la teoria fatta qualche ora prima e, da due ruote motrici, inserisco le marce ridotte per affrontarla al meglio. Come per magia la macchina cammina da sola.. stavo quasi per emozionarmi!
Guida finita e si va finalmente a pranzare perché, subito dopo, è previsto lo shooting con la nuova collezione Alviero Martini Prima Classe, disegnata appositamente per Donnavventura. Ci avviamo, dunque, verso il campo piccolo e, dopo una rapida sistemazione del set fotografico, come delle modelle, scattiamo prima con la collezione mare e poi con l’abbigliamento da tutti i giorni. E’ stato bellissimo, tutti gli obiettivi puntati su di noi!
La sera una rapida cena e poi tutti a nanna. Anche questa giornata è stata molto emozionante per noi aspiranti, ricca di attività nuove. Tra noi ragazze iniziano a nascere le prime conoscenze ed i primi piccoli ma pur sempre legami.
Come di consueto (cit Chiara F. M., amica di avventure e disavventure in questi intensi giorni a La Thuile), la sveglia suona alle 8.00 e la colazione è stata programmata sempre per le 8.30.
Oggi è una giornata particolare perché simuleremo la prima gita fuori porta andando proprio al confine con la Francia. Prepariamo le macchine e la carovana parte.. tra tornanti ed una breve sosta per il cambio guida, arriviamo a 1800mt d’altezza (tutte le info sono basate sui miei ricordi, dal momento che non abbiamo internet per controllare, e, la gente che mi conosce bene sa che soffro di memoria a breve termine..).
Siamo, dunque, al passo del San Bernardo, dove, dopo una rapida intervista a ciascuna di noi, ci aspetta il buon Francois Ottoz per farci assaggiare alcune delizie del suo ristorante. Piatto forte: polenta con camoscio in crema al barolo! Ed io che pensavo avessimo sofferto la fame, mentre invece, ad occhio e croce avrò preso su qualche chiletto.
Non contenti, perché qui ci piace proprio esagerare, andiamo a far merenda al “Lo Riondet” dalla dolcissima Maria Elena che ci ha accolte in maniera impeccabile, deliziandoci con due torte strepitose. Una delle quali credo che ha preso il primato come torta al cioccolato più buona che abbia mai assaggiato nella mia vita. E se lo dico io che non sono amante dei dolci, potete crederci.
Con la pancia piena e soddisfatte della bellissima giornata, rientriamo verso La Thuile. Si ritorna purtroppo alla realtà, un po’ dura, in quanto questa sarà l’ultima sera in cui noi aspiranti saremo in 12. Domattina, infatti, il gruppo verrà purtroppo scremato, ma il gioco è anche questo, quindi, dopo una calda cena andiamo tutte a letto incrociando le dita e sperando per il meglio.
Sveglia alle 8.00 e c’è già una tensione particolare dovuta alla consapevolezza che tre di noi dovranno rientrare a Milano. Neanche il tempo di finire il cappuccino che Maurizio, dopo una breve premessa, annuncia i nomi delle tre sfortunate: Vittoria, Chiara e Sara, quest’ultima mia compagna di stanza, sono le ragazze che dovranno lasciarci. Non riesco più a continuare a far colazione, e chi mi ha visto i giorni precedenti se ne accorge, ma anche se in modo lieve mi ero comunque legata a queste ragazze e mi dispiaceva un po’. Ma non è ancora finita qui perché le componenti del team definitivo che partiranno saranno in sei, e le selezioni purtroppo continuano.
Nel frattempo il sole è alto nel cielo e di conseguenza decidiamo di fare una passeggiata tra le stradine del paese che ancora non abbiamo visitato. Dopo qualche breve sketch all’aria aperta per metterci a nostro agio con la telecamera e con i cameraman, siamo passate da una casa che pullulava di fiori dai colori intensi e sgargianti. Si chiamava “ Casa Daniel “ ed era davvero splendida. Non potevamo non fermarci a fare riprese, sembrava un giardino infiorato e, con lo sfondo delle alpi, non c’era panorama migliore.
Passano un paio d’ore tra camminate e riprese, ed è già ora di rientrare in hotel per il pranzo, pronte per un pomeriggio davvero inusuale. Ve lo svelo subito! Non sarà solo un pomeriggio, ma anche una notte del tutto fuori dagli schemi perché andremo a dormire presso la caserma Monte Bianco! Non avrei mai pensato di fare il servizio militare, ma qui, a La Thuile, succede anche questo. Bagagli pronti e si va in direzione caserma, dove riceviamo un’accoglienza con i fiocchi dai militari. Ci consegnano il cubo ed andiamo subito a sistemarci nelle camerate. Alle 19.00 tutte a cena alla mensa interna e, dopo una breve passeggiatina fuori porta con annessa bevuta della coppa dell’amicizia detta volgarmente grolla, si rientra. Smistamento, scarico, pulito delle foto e video, più scrittura del diario della giornata sono le ultime tre mansioni da svolgere prima di farci coccolare con i prodotti Shiseido e lasciarci andare in un sonno profondo.

La sveglia, oggi, suona un’ora prima del normale, perché noi ragazze dobbiamo presidiare all’alzabandiera. E tutte subito sull’attenti! Ci riprende il generale, mentre guardiamo la bandiera Italiana che viene tirata su.
Stomaco in subbuglio perché non si mangia da 12h, quindi subito nella mensa per consumare la colazione super energetica che ci deve dare la carica per affrontare il percorso di resistenza preparata appositamente per noi dai militari. Mi affaccio dalla finestra e sul prato vedo posizionati ostacoli di vario tipo. Rientro, e decido di mangiare un’ulteriore fetta di pane, burro e marmellata..credo sia meglio!
La prima prova prevista è stata quella del coraggio. Bisognava lanciarsi di spalle sul vuoto sperando che le tue compagne ti prendessero senza lasciarti volare a terra. Ecco perché era importante curare le pubbliche relazioni con loro !! Prova decisamente fondamentale perché il team è molto importante in un viaggio di 90 giorni, e la fiducia nelle compagne di viaggio, che rappresenteranno tutto durante la trasferta, è fondamentale. Si passa dunque alle prove fisiche. Dopo un primo riscaldamento, mi sono sentita davvero scarsissima perché, dopo aver fatto appena un giro di campo, avevo un fiatone che non vi dico. Poi un po’ di autostima è ritornata perché mi sono ricordata di essere ad una quota altissima e la fatica che si fa è nettamente maggiore a causa della pressione dell’aria. Ne sono uscita bene!
Slalom, bombole di gas, prove di equilibrio, bombe a mano ed ostacoli, sono stati alcuni degli ingredienti che ci hanno accompagnate durante tutta la mattinata. Stremate, ci concediamo un pranzetto tutt’altro che leggero. Ma nulla è lasciato al caso, perché, proprio nel pomeriggio sono previste altre due attività: canoa e rafting. Aspettavo da giorni questo momento! Donnavventura in una settimana mi ha fatto provare cose che non avevo provato in tutta la vita, rafting primo su tutti: muta, scarpe, salvagente e via, dopo una rapida lezione su come non cadere in acqua, si parte. Si scende dalla Dora e, per non rendere mai le cose noiose ma, anzi, del tutto emozionanti, non potevamo non avere il tempo a nostro favore che ci ha regalato una pioggia davvero rigenerante. Quante risate e quanta adrenalina ..schizzi a parte! Belle inzuppate rientriamo in hotel e dopo una doccia calda continuiamo con i lavoro, c’è molto da fare e noi ragazze stiamo imparando rapidamente. Purtroppo un’altra di noi è stata eliminata, ed il gruppo sta prendendo sempre più forma. Dopo la cenetta, ed una passeggiata, si va tutti a nanna.

Penultimo giorno di addestramento, sta per finire questa prima piccola parte di avventura. Sveglia al solito orario, colazione e subito a lavoro. Sembra che sia tutto rose e fiori ma qui ci mettono davvero sotto. Tutte le immagini che poi andranno in onda, tutti i video e tutte le storie che vengono raccontate in puntata sono tutte esclusivamente fatte da noi ragazze, con aiuto del cameraman e di Maurizio, punto focale del viaggio. Poco prima di pranzo andiamo a mettere la benzina nelle macchine in vista del viaggio di ritorno di domani, ed andiamo a scattare qualche foto con gli occhiali OXO che hanno disegnato apposta per noi. Rosso, bianco e beige sono i colori che si abbinano perfettamente alla collezione Alviero Martini Prima Classe. Qualche sorriso, e poi la pioggia prende il sopravvento costringendoci a tornare in hotel. Pranzo e di nuovo nel mitico stanzino delle meraviglie dove, con i nostri MAC, continuiamo a smistare, pulire ( le foto ) e scaricare. Purtroppo il tempo ci costringe a star chiuse qui dentro, ed il barbecue che avevamo previsto per la sera probabilmente verrà annullato. Rimarranno le patate da pelare!!
Il tempo non migliora e quindi la grigliata salta, ma la cena è stata comunque ricca di ospiti che ci hanno accompagnato in questa lunga settimana, due dei quali Maria Elena ed il simpaticissimo Sandro! Durante la cena abbiamo anche fatto una diretta su RTL in cui sono stati annunciati i nostri 8 nomi.
Finita la cena, disallestiamo tutta la saletta in vista del rientro a Milano previsto per il giorno seguente.
E’ stata un’esperienza davvero indimenticabile, era come se vivessimo in una realtà parallela, lontana dai nostri cari e dalle persone a cui siamo legate sentimentalmente, lontane non solo fisicamente, ma senza l’opportunità di poter parlare o raccontare cosa ci stava accadendo. Abbiamo vissuto in questo piccolo microcosmo, in cui ognuna aveva bisogna dell’altra, in cui persone dall’essere totalmente sconosciute sono diventate compagne fondamentali per il superamento dei giorni. Ricordo ancora il primo giorno, visi, occhi, voci sconosciute, una su tutte Chiara. La prima persona che ho conosciuto su quel piazzale in stazione centrale, ed una persona che spero mi accompagnerà in questo viaggio lungo 90 giorni.
La Thuile: una realtà solo nostra che nessuno delle persone che ci hanno accompagnato o che ci hanno suppportato da lontano potranno mai capire. Grazie




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