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24/11/2016 - LA MIA POLINESIA

Polinesia. Basta una parola per richiamare alla mente immagini idilliache di un paese lontano. Una località da sogno fatta di atolli di sabbia bianca punteggiati di palme, di acque limpide, di panorami che sembrano disegnati.
Per me la Polinesia è quella che racconta Gauguin nei suoi quadri: colorata, remota, intensa, dove le donne hanno forme gentili e intrecciano corone di fiori. Un luogo dove perdersi per ritrovarsi, che incanta da quando i primi esploratori europei toccarono le sue sponde.

I primi giorni l’abbiamo esplorata a bordo del nostro catamarano, svegliandoci presto ogni mattina per non perdere nemmeno un secondo di tutta la sua bellezza.
La vita in barca non è semplice ed è fondamentale che tutti siano collaborativi e ordinati, a volte gli spazi ristretti davano l’impressione che mancasse l’aria.
Allora uscivo e mi sedevo a prua, da sola, ammiravo il mare limpido nelle sue gradazioni dal verde acqua al blu intenso e solo lì mi rendevo conto della mia fortuna. Pensavo a casa, a quanto avrei voluto che quel panorama lo vedessero anche i miei genitori che hanno sempre sognato di visitare la Polinesia, riflettevo su quanto lontana fossi da loro, dalla mia vita, dalla mia quotidianità. Mi rendevo conto che non potevo perdere nemmeno un istante e dovevo cogliere ogni colore, ogni sfumatura di quello spettacolo della natura.

Sistemata la barca, siamo partite dalla marina di Uturoa e da lì ci siamo dirette a Taha’a, issando l’ancora a ogni motu che ci colpiva.
In questa zona le acque sono cristalline e sono perfette per lo snorkelling, abbiamo nuotato accanto a pesci dai color vivaci e accesi, attraverso i numerosi giardini di coralli. Mi immergevo e avevo l’impressione di essere parte di quel mondo quieto, non percepivo i rumori, mi sentivo leggera e mi muovevo trasportata dalla corrente, incantata dalle creature sottomarine.

In un giorno in cui il cielo era coperto, abbiamo colto l’occasione per visitare Ra’iatea, definita il centro culturale e storico delle Isole della Società. All’interno, esattamente nel villaggio di Opoa, si eleva il più importante tempio tradizionale (marae) della Polinesia francese, dedicato a Oro, il dio della guerra. Un luogo dove si respira un’atmosfera pacata e spirituale e che si trova proprio accanto all’oceano. Le onde battono imponenti sulla costa mentre si cammina tra i pochi restanti blocchi di basalto.

Scrivo in volo, la nostra prossima destinazione è Rangiroa, uno degli atolli più grandi del mondo e poi sarà la volta della leggendaria Bora Bora. La nostra Polinesia è ancora tutta da scoprire e io sono pronta a lasciarmi conquistare dalla sua selvaggia bellezza.

Paola

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