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13/11/2016 - LA MIA CALIFORNIA

Per me la California è sempre stata quella dei ragazzi di O.C., il telefilm con cui sono cresciuta, fatta di surfisti e college immensi, con strade lunghe in mezzo al nulla e un oceano di panorama.

Correndo lungo L’Ocean Front Avenue a Venice Beach mi chiedo perché non abbia mai considerato di visitarla.
Probabilmente perché non mi sono mai piaciuti i luoghi “commerciali” e troppo turistici e la California è da secoli uno dei posti maggiormente frequentati dai viaggiatori che decidono di vedere gli Stati Uniti, ma devo dire che ora capisco il loro motivo.

Santa Monica, dove ci siamo fermate per qualche giorno, è definita il luogo dove “la città incontra l’oceano”, è una vera e propria beach town, che coniuga lo sport e la vita all’aria aperta al glamour culturale e artistico di Los Angeles.
Lungo L’Ocean Front c’è chi, come me, ammira il paesaggio correndo, chi va in bicicletta, chi con i roller o con i più tradizionali pattini o chi si esibisce con lo skate.
Al suo interno Venice Beach rappresenta un’area a sé, in cui artisti, vagabondi, venditori ambulanti si ritrovano e formano una numerosa comunità, dove la parola d’ordine sembra essere “stravaganza”.
Un luogo curioso che ho apprezzato per la sua anima anticonformista ed eccentrica.

Il surf tra gli sport più praticati in California ed è connesso allo stile d vita libero e casual che da tempo alimenta il mito del “sogno americano”. Noi, una mattinata, abbiamo conosciuto il surfista Martin e in men che non si dica ci siamo ritrovate in acqua, con la muta e la tavola in mano pronte a cavalcare le onde, o almeno, a provarci.
Ad ogni onda Martin spingeva la tavola e al suo “stand up” dovevamo alzarci seguendo le tre mosse che ci aveva insegnato.

Poi, dopo qualche giorno a Santa Monica, una spremuta sul Malibu Pier, una passeggiata a Beverly Hills ci siamo spostate verso nord: direzione Santa Barbara.
Definita l’”American Riviera”, questa città ha saputo conservare il suo fascino nel tempo e dal Novecento rappresenta una meta di villeggiatura molto apprezzata e frequentata.
Nonostante l’incendio del 1925 che ha raso al suolo edifici e giardini è riuscita a risollevarsi grazie a un nuovo piano urbanistico accuratamente studiato.
Oggi conquista per il suo lungomare ornato di palme, il suo porto con pescherecci e yacht, le belle vedute che danno sull’oceano.

C’è da dire che i viaggiatori hanno sempre aspettative molto alte sulla California, alimentate dalla visione che il cinema e la televisione, la musica e i libri restituiscono da secoli ma la forza di questa regione degli Stati Uniti è di riuscire sempre a confermarle, o addirittura, superarle. Stupisce per i suoi panorami: dalle bellezze naturali marine ai grandi parchi, per la sua storia e allo stesso tempo la propensione al futuro: è qui che il mondo è stato rivoluzionato con l’informatica, il web e i social network.
Ammalia per i suoi colori, i suoi tramonti sull’oceano, le sue strade pulite.

Camminando per le sue vie canticchio “California here we come”, la sigla di O.C. e mi sento leggera, mi viene voglia di buttarmi in acqua a fare surf o passeggiare con un frappuccino di Starbucks in mano.
Ed ecco svelato il segreto della California: fa sentire bene e a proprio agio i suoi visitatori e dà loro l’impressione di essere parte di un immenso set cinematografico.

Paola

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