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04/11/2016 - UN'ESPERIENZA INDIMENTICABILE

Non è semplice parlare di “Donnavventura”. Chi non ha avuto la fortuna di vivere in prima persona una simile esperienza non riuscirebbe infatti a comprendere appieno la sua complessità e nel contempo la sua unicità.
Non vi è definizione o aggettivo che riesca ad esprimere del tutto il suo significato ed il suo valore .
È un viaggio alla scoperta del mondo ma soprattutto di se stessi, un mix di emozioni: gioie, risate, dolori, ansie, attimi di tristezza, nostalgia, euforia che si alternano in giornate senza tempo come se si vivesse in una realtà parallela.
Per me è stata indubbiamente una straordinaria, rocambolesca, indelebile avventura.
Devo la mia partecipazione al programma ai consigli di un caro amico che da anni segue con particolare interesse la trasmissione, affascinato dalla bellezza dei paesaggi e dai volti sorridenti delle ragazze del team. “Save” -mi ripeteva spesso- “tu che sogni di viaggiare, di scoprire luoghi nuovi, di conoscere persone e culture diverse, per me saresti davvero perfetta in veste di Donnavventura”. Ho fatto tesoro delle sue parole e mi sono detta “Perché non tentare? Ho sempre ammirato quelle ragazze tanto intrepide quanto solari e volevo essere con tutta me stessa una di loro”. Ho postato la mia video-presentazione di candidatura, non credendoci più di tanto. E invece è arrivata la mail di convocazione e mi sono ritrovata a La Thuile insieme ad altre cento ragazze, desiderose come me di farcela. Durante l’addestramento ho capito subito che non si trattava di un semplice “gio-co” ma di qualcosa di molto serio ed impegnativo: ho dovuto superare in-fatti dure prove psicofisiche. Per raggiungere il mio obiettivo e realizzare quindi i miei sogni mi sono impegnata con quella determinazione e con quella forza di volontà che mi contraddistinguono e che mi hanno permesso di superare le selezioni, rientrando dapprima tra la rosa delle dieci finaliste e, successivamente, a pieno titolo, nella squadra di Donnav-ventura.
Ed in effetti Donnavventura è stata l’esperienza più incredibile ed indimenticabile che io abbia vissuto: mi ha dato modo di mettermi in gio-co, nel senso più vero del termine, di conoscere e di tirar fuori quella for-za interiore che solo determinate circostanze ti permettono di mani-festare e di capire concretamente che volere è potere.
È difficile immaginare quanto lavoro si celi dietro le splendide im-magini di paesaggi esotici e lontani: è un programma che richiede spirito di collaborazione, accettazione della diversità dell’altro, obbedienza, dis-ciplina, puntualità, grande impegno nello svolgere i compiti assegnati, nella consapevolezza che un ritardo, un errore potrebbero compromettere tut-to il lavoro del gruppo e l’esito del programma.
Alla fatica si accompagna spesso lo stress: non è facile preparare audio-video, provvedere alle macchine fotografiche, gestire programmi del pc sino ad ora mai utilizzati, scrivere reportage ed essere operative sempre, radio alla mano. Ma alla fine ti senti pienamente ripagata dentro, conscia dei grandi miglioramenti raggiunti grazie anche a tutto l’impegno profuso.
Ora che sono rientrata, ho veramente capito quanto sia stata unica ed importante per me questa avventura. Ho visitato luoghi che non avrei mai immaginato di poter vedere (a volte persino dall’alto di un elicottero), ho avuto modo di dimorare in alberghi da “mille e una notte”, di salire sul grattacielo più alto del mondo, di vivere il deserto del Rub Al Khali e le meravigliose isole del mar delle Andamane, di assaggiare cibi particolari ed insoliti ma sopratutto di lasciarmi travolgere dalla bellezza dei colori, dei suoni, degli odori che quei luoghi ci hanno regalato.
Non credo che riuscirò mai a dimenticare l’escursione con le canoe in mezzo alla foresta di mangrovie nella penisola di Krabi. Mi sembrava che un grande artista fosse riuscito a mettere insieme in uno spartito le voci della natura e i palpiti più riposti del mio cuore. Mai mi sono sentita come in quel momento una parte del tutto, in un perfetto panismo, in armonia con me stessa e col creato. Questa sensazione, questo piccolo angolo di paradiso è stato per me la Thailandia, la mia Thailandia.
Ma quello che più mi ha sorpreso e resa felice durante tutta la spedizione è stata la capacità da parte mia di integrarmi e di collaborare con le ragazze del team, con cui ho trascorso delle ore piacevolissime all’insegna della complicità e della condivisione. I momenti di confidenza ci hanno fatto sentire unite, quasi sorelle e ci hanno permesso di superare momenti bui e la nostalgia che spesso ci prendeva: niente cellulare, niente internet, niente messaggini. Solo noi.
Sono cresciuta dentro, mi sento più forte e più determinata. Don-navventura è soprattutto una scuola, una grande scuola di vita.
Ringrazio tutta la produzione e la redazione per aver creduto in me e per l’opportunità che mi hanno dato. In mondo particolare Maurizio Ros-si, il nostro capospedizione nonché ideatore e regista del programma, Da-niela Angei, la vera organizzatrice di Donnavventura e le veterane Ana, Valentina e Lorena, sempre pronte ad aiutarci con consigli e con il loro fattivo contributo.
Un sentito grazie devo inoltre al Touring Club Italiano che mi ha scelto come sua Inviata speciale, realizzando così un grande mio sogno: essere una vera "reporter di viaggio” .
Ringrazio, dulcis in fundo, le mie compagne di spedizione Chiara, Vale e Paola che porterò per sempre nel cuore.
Mi auguro infine che possa nel futuro vivere ancora questa esperi-enza: Donnavventura crea dipendenza, ti rimane dentro e vuoi davvero che non finisca mai….

Saveria

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