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27/10/2016 - LA MIA THAILANDIA

L’impatto è forte. Mentre scorriamo nel traffico di questa metropoli dai mille colori scatto foto con gli occhi, salvo attimi di bellezza da custodire nella memoria.
Ci sono luoghi che ho desiderato vedere per così tanto tempo che quando ho avuto l’occasione di esserci sono rimasta in silenzio, come in contemplazione, cercando di non perdermi i dettagli. Le persone hanno una gentilezza che va oltre le parole, è nelle movenze, negli occhi, nel sorriso. Non puoi sentirti fuori posto, sei a casa, in ogni angolo c’è qualcuno pronto ad accoglierti. Proprio come scrive Tabucchi in “Viaggi e altri viaggi”

Ogni luogo nel quale arriviamo in un viaggio è una sorta di radiografia di noi stessi. Un luogo non è mai solo quel luogo, quel luogo siamo un po’ anche noi. In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati.

Appena arrivata in Thailandia ho avuto l’impressione di sentirmi a casa, come se conoscessi da tempo questo luogo caotico e affascinante al tempo stesso. Ogni giorno è stata una scoperta, dalle visite ai templi, luoghi sacri, custodi di una fede radicata nell’animo delle persone ai pittoreschi mercati galleggianti fuori dalla metropoli, dallo street food degustato al lati delle strade alle splendide decorazioni dei piatti presentati nei ristoranti tipici. Qui, il cibo non è solo nutrimento, ma una vera esperienza da vivere: apprezzata in tutto il mondo, la cucina thai è conosciuta per essere la perfetta fusione di gusti e sapori, l’amaro che smorza il dolce, il piccante e l’aspro che conferiscono carattere al piatto e un pizzico di salato per riequilibrare il tutto. Ogni piatto è un’esplosione di piacere per il palato, dal pad thai, (piatto nazionale costituito da tagliatelle di riso con salsa di tamarindo, anacardi e soia) al pollo saltato con verdure e anacardi; dal riso servito nell’ananas fresco al pesce al vapore, semplice ma gustoso. Ed io, che da diversi anni sperimentavo la cucina orientale in Italia, devo ammettere che qui sono stata ampiamente soddisfatta, giorno dopo giorno.
Sono rimasta incantata dall’imponente bellezza del Royal Grand Palace e dell’incredibile struttura del Wat Phra Kaeo, il Tempio del Buddha Smeraldo; Mi sarei seduta sugli scalini ad ammirare per ore quest’opera magnifica che l’uomo ha saputo costruire e preservare nel tempo, e che tutt’ora rappresenta un punto di riferimento per i fedeli di tutto il mondo.
La Thailandia è la perfetta fusione di tradizione e modernità; le radici sono alla base di ogni passo verso il futuro e mai, come in questo posto, l’appartenenza mi è parsa più palese.
Gli uomini e le donne, di qualunque età, di qualunque stato sociale, sono fieri di essere nati in questa Terra, e in questo legame viscerale è racchiusa la loro bellezza. Una bellezza che trascende l’estetica. L’innata eleganza dei gesti delle donne, il modo in cui muovono le mani durante la danza tradizionale, il coprirsi la bocca durante una risata, come per non offendere l’interlocutore, la loro camminata in mezzo alla strada, con piccoli passi. Niente è ostentato, ogni donna ha il proprio modo di esprimere la femminilità; magari con un fiore fra i capelli o una gonna che la copre sino alle caviglie con un tessuto leggero come la seta.
Ho amato i loro volti, dalle giovani adolescenti alla moda nel quartiere di Siam Square alle anziane signore sulle long tail boat dei mercati galleggianti fuori Bangkok, con i cappelli di paglia a tesa larga e gli abiti colorati; e gli uomini nelle isole del mar delle Andamane o nel Golfo della Thailandia, con la pelle scura e lo sguardo profondo, abituati a vivere a piedi scalzi sulla sabbia bianca.
Il ritmo della vita cambia a seconda del luogo in cui ti trovi, nella capitale c’è un via vai costante, una frenesia che ti pervade non appena metti piede in città; nell’arcipelago di Koh Samui, o a Phi Phi Island ti basta passeggiare sul bagnasciuga e osservare l’azzurro del mare che si fonde con il cielo per percepire una realtà differente, dove il tempo non è più scandito dalle lancette dell’orologio ma dal piacere di vivere ogni istante.
Ho trovato così tanta bellezza in questo paese che a volte riuscire a contenere l’emozione è stata un’impresa difficile, per me, abituata a lasciarmi travolgere dalle esperienze, dalle persone, dai paesaggi.
Ho letto tanto e posto domande alle guide per immergermi in una cultura dalle antiche tradizioni, che mi ha affascinato sin dal primo giorno. È stato curioso scoprire che i tatuaggi in Thailandia non sono solo un vezzo estetico bensì fanno parte della storia del paese, e sono considerati una forma d’arte magica che impressa sul corpo degli uomini, li protegge dai problemi e dalle sciagure.
La Thailandia è anche questo, un mondo di simbolismi che trascendono l’apparenza, una realtà vera fatta di persone che ti accolgono con il sorriso, senza pregiudizi né etichette.
Qui, a dodici ore di aereo dal mio paese d’origine, mi sono sentita a casa, accettata, compresa e amata per chi sono e non per quello che ho. Questo forse è il messaggio che più di ogni altra cosa mi porterò dentro; questa terra considerata il paese del Sorriso è un luogo dell’anima ancor più che del corpo, un luogo che ti apre le sue porte facendoti sentire parte di esso, superando le futilità e permettendo di arrivare alla sua vera essenza.

Lorena

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