1A CLASSE - ALVIERO MARTINIRICOLARTL 102.5HOTELPLANMITSUBISHISHISEIDOAITRTOURING CLUB ITALIANOESERCITO ITALIANO

CONDIVIDI

16/10/2016 - SINGAPORE

Un altro tassello di questo puzzle è stato messo, e mentre guardo questa città allontanarsi dal finestrino dell’aereo, sento un pizzico di malinconia.
Singapore è stata una sorpresa inaspettata, come un pacco trovato sul pianerottolo di casa in un giorno qualunque. Non avevo aspettative e forse proprio per questo ogni luogo che abbiamo visitato mi ha lasciato a bocca aperta. Terrazze eleganti affacciate sulla Baia, le luci della città che catturano gli occhi, Singapore affascina senza eccessi, mi dà il benvenuto con discrezione e delicatezza. Sorseggiando un succo fresco ammiro lo skyline della città e ne resto rapita, questa New York dell’Asia è futuristica e moderna senza essere finta. Scorrendo velocemente per le strade a bordo del nostro van mi rendo conto che questo posto offre una buona qualità di vita: gruppi di persone si incontrano ovunque per fare sport all’aria aperta, famiglie passeggiano lungo Orchard Road (il tempio della moda) ammirando le vetrine degli atelier di stilisti locali e internazionali, giovani backpackers lasciano il borsone negli ostelli di Kampong Glam e si immergono nella brulicante vita di questo quartiere arabo. Ognuno trova quel che cerca, e chi come me non cercava nulla trova ancor di più. Design e stile sono solo il contorno di una sostanza ben più importante: Singapore ha un’anima green e una continua attenzione per la ricerca e la tecnologia, ma soprattutto all’eco-sostenibilità. Gardens By the Bay ne è un esempio: cento ettari di terreno che accolgono oltre 200.000 piante dislocate in tre differenti aree, come le due serre in vetro della Cloud Forest e del Flower Dome, imponenti strutture atte a creare un habitat ideale per le specie provenienti da ogni parte del mondo, evitando gli sprechi energetici. Stare qui, immersa in questo spazio verde dove l’ingegno dell’uomo ha contribuito a creare qualcosa di davvero sorprendente, che esula dalla bellezza fino a se stessa e si avvale dell’intelligenza per raggiunge la salvaguardia dell’ambiente, mi fa sentire bene, fiera dell’uomo, che finalmente comprende l’importanza della natura per la sopravvivenza di ogni specie terrestre.
Ogni angolo di questa variegata metropoli mi stupisce e mi coinvolge: il quartiere cinese, uno dei più antichi e popolati dell’intera città-stato, è un mix di colori e profumi, un autentico salto nel passato di una cultura che ha radici profondamente radicate e un grande intuito per le novità;
l’Infinity pool del Marina Bay Sands mi regala un’enorme senso di libertà, con i suoi 150 metri di acqua che sembrano riversarsi sulla città; il giardino delle Orchidee, un piccolo paradiso terrestre dove mi perdo ad ammirare la diversità e la bellezza dei fiori; la sinuosa passerella Anderson Waves che cullandomi mi mostra Singapore da una prospettiva insolita; l’isola di Pulau Ubin, riserva naturale a pochi km dal centro città, raggiungibile in pochi minuti di battello, che mi regala la quiete e il benessere di una pausa nella foresta.
Non posso scegliere, e nemmeno voglio, non c’è una cosa che mi è piaciuta più di un’altra, è stato un continuo sorprendersi, una conferma costante, Singapore è bella, e lo dimostra con gentilezza, senza fretta.
Come quella sua ruota panoramica, che brilla sulla baia, e ti invita a perderti nel panorama, sospendendo il tempo e il giudizio, in compagnia del tramonto che lascia spazio alla notte, e ti dona qualcosa di veramente speciale, un insegnamento: la lentezza a volte regala emozioni. Singapore per me è questo, una città multiculturale, vivace e dinamica che sta al passo con il tempo e anzi, è riuscita a superare i propri limiti puntando sulle proprie risorse, diventando un luogo cool e di tendenza, ma soprattutto un perfetto esempio di auto-sostenibilità.

Lorena

Scroll