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11/10/2016 - PRIMO MESE DA DONNAVVENTURA

Ed eccomi al terzo volo della mia spedizione: Bangkok-Singapore. Mi sembra così lontano il giorno della partenza, un mese che sembra una vita. Prima di partire si lasciano tante cose: si saluta la propria casa, la famiglia, il lavoro. Si dà l’arrivederci alla propria vita per immergersi completamente in nuove routine e abitudini.
Ma solo quando si atterra per la prima volta in un altro continente, si realizza completamente che da quel momento, per tre mesi, si vivrà in una realtà a parte. Bisogna imparare in fretta ad adeguarsi alle tante e nuove regole: ci si sveglia presto, bisogna ricordarsi esattamente cosa portare e come vestirsi, occorre essere sempre pronte, svegli e reattive 24 ore su 24. È strano non poter scegliere cosa mettersi la mattina e vestirsi sempre uguali, ma dopo le prime settimane ci si abitua. È fondamentale anche tenere sempre il cappello, toglierselo solo negli spostamenti, quando non siamo riprese, tenere sempre pulite e ordinate le attrezzature e tutto il materiale. Siamo in un contesto in cui bisogna sempre dare il meglio di se stessi e rendere al cento per cento… Anche quando dormiamo poche ore o quando non ci sentiamo in forma.
Devo ammettere che per me non è stato facile entrare subito nell’”ottica” di Donnavventura: accettare che non esiste più “Paola” ma il team e i miei orari e ritmi sono dettati dalle registrazioni e dal lavoro. I primi giorni non riuscivo a reagire alla stanchezza, mi sentivo spossata, perennemente stressata e non avevo mai un secondo per me, anche solo per mettere in ordine i pensieri. Poi, piano piano, ho imparato a rendere il più possibile, mi sono appassionata alle mie mansioni quotidiane gestendole meglio e ora posso dire che mi sto godendo davvero ogni luogo che ho la fortuna di visitare e sono felice di far parte di questa avventura.
Il rapporto con le altre ragazze è importantissimo in questa esperienza. Viviamo ogni giorno, per tutto il giorno, insieme. Dobbiamo riuscire ad andare d’accordo e ad essere un team unito. Con alcune ragazze si è creata intesa da subito, altre le ho conosciute giorno dopo giorno. Ma già dopo un mese le considero tutte come sorelle. In spedizione si crea un legame unico che non esiste nella vita di tutti i giorni: si impara a pensare sempre al gruppo, ad aiutare subito chi ha bisogno. Si capisce che ognuno ha le proprie doti e capacità e solo quando tutti si impegnano si può fare un bel lavoro.
Mi sto rendendo conto di essere molto più forte di quanto credevo e so che da ogni momento di questa spedizione posso cogliere un insegnamento che mi sarà utile in futuro.
Già dopo un mese la mia squadra è diventata una seconda famiglia e questo viaggio una grande esperienza di vita.

Paola

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