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05/10/2016 - LA MIA DUBAI

Dubai è una città che ho spesso immaginato. L’ho pensata di notte, con i grattacieli illuminati, le luci dei locali, la gente che si diverte. L’ho immaginata di giorno attraversata da business men in giacca e cravatta o bagnata dal suo mare cristallino. Ho immaginato anche di viverci a Dubai perché in fondo cosa le manca? È ricca e in crescita, è giovane, calda, ha il mare e spazi verdi, apparentemente è una città perfetta. Dopo una settimana qui non ho cambiato idea ma ho scoperto nuove sfaccettature che non mi aspettavo.

Mi ha colpita la sua esagerazione la voglia di essere la numero uno, di imporsi. Il centro urbano della città è dominato da grattacieli di ogni genere tra cui spicca il Burj Khalifa, l’edificio più alto del mondo. Noi abbiamo attraversato l’Armani hotel per andare al 145° piano e goderci il panorama di tutta la downtown.
Ma l’ambiziosa Dubai non si è fermata ai grattacieli: anche i centri commerciali eccedono: il The Mall è il più grande al mondo, con al suo interno un cinema, un teatro e un acquario di tre piani. Il Mall of the Emirates ha creato invece un’area interamente dedicata agli sport invernali: lo Ski Dubai, con piste da sci, snowpark, igloo e pinguini veri.
Ma la zona più affascinante a mio parere è quella di Palm Islands e in particolare Palm Jumeirah: una penisola artificiale la cui forma richiama quella dell’albero. È un luogo da sogno, ricca di hotel, resorts e spiagge paradisiache.

La sera invece il centro del divertimento diventa Dubai Marina. E pensare che fino a pochi anni fa sullo stesso terreno non c’era nulla, solo il deserto. Oggi la trasformazione di questo quartiere sta a testimoniare l’incredibile miracolo di Dubai. Basta percorrere la passeggiata sul lungomare per imbattersi in enormi marciapiedi pedonali, negozi, ristoranti, grattacieli dal design futuristico che si specchiano nelle acque del porto.

Dubai è una città nuova e lo si percepisce guardandosi attorno. Solo sulle strade di Deira si respira ancora aria di oriente e di tradizione. Bisogna camminare tra i suq: i mercatini dove si possono comprare spezie, profumi, pesce, frutta e verdura, attraversare il creek, camminare tra i vicoli di Bastakiya.
Nella città vecchia, infatti, il rumore del traffico si trasforma in brusio. Le vie strette sono costeggiate da case color sabbia sormontate da torri del vento: strutture in grado di fornire refrigerio agli ambienti sottostanti.

Dubai è una città fuori dal comune. Va presa così, con le sue stravaganze e contraddizioni: da un lato il lusso e l’abbondanza dall’altro la tradizione e la semplicità. Un luogo che guarda al futuro ma è fedele al suo passato.

PAOLA

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